30 luglio 2007
Storico successo per l’Iraq, vincitore della Coppa d’Asia contro una super favorita Arabia Saudita. Il team di mister brasiliano Jorvan Viaria ha battuto per 1-0 la squadra che per sei volte è stata finalista nelle ultime sette edizioni e per tre vincitrice del titolo. “Ciò che ha fatto oggi l’Iraq può ridare una speranza a milioni di persone, ed è la dimostrazione che lo sport ha il potere di unire la gente anche nei momenti più disperati” ha dichiarato alla fine della partita il presidente della Fifa Joseph Blatter presente allo stadio di Giakarta. Decisivo il gol realizzato al 72’ da Younis con un colpo di testa su calcio d’angolo. Alla fine del match la gente festante si è riversata nelle strade di Bagdad, sfidando il coprifuoco ordinato dalle autorità irachene per evitare possibili attentanti. Mercoledì scorso, infatti, i festeggiamenti per la vittoria in semifinale con la Corea del Sud si sono trasformati in dramma con 50 persone uccise da due autobomba.
23 luglio 2007
Il sogno di Oscar Pistorius, l’atleta sudafricano, oro nei 200 metri alle paraolimpiadi di Atene, sembra ormai essere svanito inesorabilmente. Voleva partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2008 gareggiando con i normodotati ma la Iaaf, la Federazione Internazionale di Atletica Leggera, non ha accolto la sua richiesta. In pratica, la doppia protesi di carbonio sarebbe troppo tecnologica per poterlo ammettere alle gare ufficiali. “Troppo palese la differenza di rendimento fra i primi e i secondi duecento metri (24″06/22″72) – chiariscono dalla Federazione – se confrontato con quello dei “normodotati” che gli hanno gareggiato accanto. E’ probabile che i “cheetah” incidano sul metabolismo dell’atleta. Sono lamine troppo elastiche per correre come gli altri, con la stessa intensità, con una medesima distribuzione dello sforzo”. Giunti a Roma in occasione del Golden Gala, i federali hanno filmato la sua gara posizionandosi sul rettilineo opposto a quello degli arrivi. “Si comporta all’inverso degli altri: i suoi 400 metri si sviluppano alla rovescia. Dove gli altri perdono elasticità e forza, lui ne acquista. E’ un rischio normativo per tutti” hanno concluso. In altre parole, il ragazzo a cui sono state amputate entrambe le gambe, a causa di una grave malformazione, ad appena undici mesi di vita, risulta avvantaggiato rispetto a tutti gli altri atleti. Quando si dice ironia della sorte…
16 luglio 2007
Il Brasile beffa l’Argentina e si porta a casa una Coppa America insperata. Domenica notte a Maracaibo in Venezuela, è successo quello che nessuno avrebbe mai immaginato, dato che, non solo per la stampa specializzata, ma anche per il ct brasiliano, gli uomini di Alfio Basile erano i favoritissimi. Dopo un torneo giocato alla grande, con molti gol e spettacolo, la nazionale biancoceleste ha offerto una prestazione mediocre e si è lasciata sopraffare, con un sonoro 3-0, da un Brasile, orfano di numerose stelle del calibro di Kakà e Ronaldhino. I verdeoro hanno riscattato la magra figura dell’esordio, quando avevano perso 2-0 contro il Messico, che comunque si è classificato al terzo posto nel torneo, con una partita non bellissima ma di sicuro efficace ed estremamente agonistica. Dopo appena 5 minuti dal fischio di inizio i sogni di gloria argentini sono finiti nel set insieme al poderoso destro di Baptista che si è andato ad infilare sotto l’incrocio dei pali. Al 39 l’autogol del capitano Fabian Avala ha praticamente archiviato la vittoria carioca e permesso all’undici di Dunga di chiudere il tempo con un rassicurante 2-0. Nel secondo tempo il gol del definitivo ko è arrivato al 23’ al termine di un contropiede concretizzato da Alves. Con questa vittoria i verdeoro si riconfermano padroni del Sudamerica, dopo la vittoria ai rigori nel 2004, sempre contro la Seleccion, e dimostrano di sapere sfruttare al meglio le situazioni nei momenti che contano.
10 luglio 2007
Può essere praticato da chiunque ed aiuta a combattere stress, aggressività repressa ed ansia. E’ l’Emotional Boxing, l’ultima moda delle lavoratrici in carriera, almeno secondo uno studio del mensile Dimagrire che ha rilevato come per settanta donne su cento la semplice palestra non è più sufficiente perché annoia. Questo spiegherebbe il boom di palestre che offrono discipline alternative, come il Tai Chi, lo Psycosomatic Fitness e, appunto, l’Emotional Boxing. Questa nuova disciplina, esclusiva dell’Istituto Riza, è indicata per chi vuole liberare la mente e il corpo da stress e tensioni e rimettere in azione le emozioni positive. “Si tratta di una sorta di boxe psichica – ha chiarito Giuseppe Strabuzzi, psychosomatic trainer allo Spazio Riza di Milano – che smorza i toni più cruenti di questo sport preferendo stimolare l’aspetto emozionale”. L’obiettivo di questa disciplina non è quello di colpire l’avversario ma di imparare a gestire le ansie ed i sentimenti negativi. Questo è favorito anche da un ambiente molto rilassante ottenuto con una miscela di musica e cromoterapia, scelta in base all’esigenza dei partecipanti. Il sottofondo musicale è sempre presente durante le sedute, che durano circa un’ora, e ogni fase dell’allenamento è scandito da un determinato colore: rosso per la fase più attiva, blu per il rilassamento profondo, verde nella fase finale. L’Emotional boxing è una pratica sportiva adatta a tutte le persone, sia di sesso che di età, ma soprattutto è indicata a chi è in sovrappeso, e a chi soffre di tensioni muscolari e di scarsa tonicità fisica. La valenza olistica dell’Emotional Boxing consente a chi la pratica di ottenere un importante ed essenziale equilibrio psicofisico “Sotto il profilo emotivo – continua Strabuzzi – si impara ad ascoltare il proprio corpo riconoscendone i segnali, e a migliorare la capacità di affrontare situazioni ansiogene e impegnative. Nel lungo periodo – conclude il psychosomatic trainer della Riza – l’Emotional Boxing fa aumentare la consapevolezza delle proprie doti e abbandonare l’atteggiamento rinunciatario”.
9 luglio 2007
E’ di qualche giorno fa la notizia che il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha bloccato la diffusione in Italia del videogioco ‘Manhunt 2’, dopo che questo era stato messo al bando anche in Gran Bretagna. “Più che violento – ha commentato il ministro in una nota diffusa dal suo ufficio, per spiegare la decisione della ‘censura’, come alcuni l’hanno definita, – il gioco in questione e’ crudele e sadico, con un’ ambientazione squallida e un continuo, insistente incoraggiamento alla violenza e all’ omicidio“. Ma quella del ministro deve essere considerata solo una misura temporanea visto che non c’è nessuna legge che gli consente di bloccare il gioco. E’ per questo che Gentiloni ha chiesto formalmente alla società di distribuzione statunitense Take-Two Interactive, produttore del gioco, di impedirne la diffusione nel nostro paese. La censura preventiva è scattata dopo che alcuni studi sul videogioco fatti dal Ministero hanno portato alla luce la sostanziale differenza con la prima release, distribuita nel 2003 (per soli maggiorenni). Un parere condiviso anche da Telefono Azzurro, che aveva chiesto l’intervento del governo contro il videogame. Dal canto suo la Take-two ha ricordato come sia diritto delle persone decidere se acquistarlo o meno, una volta informati sulle caratteristiche del prodotto. In tutti i casi, la società americana non sembra essere molto preoccupata dell’infuriare della polemica, anche perché ha chiuso il 2006 con un attivo di oltre 1 miliardo di dollari e ha in mano previsioni di vendita che parlano di un incasso, per Manhunt 2 intorno ai 40 milioni di dollari.