Archivi: Novembre 2007

Lo slamball conquisterà anche l’Italia?

21 Novembre 2007

Assomiglia ad un videogame per le acrobazie che mette in scena. Peccato che i giocatori non siano fatti di pixel ma di carne ed ossa. Una delle ultime novità in fatto di sport-spettacolo made in Usa è lo slamball, ormai conosciuto anche da noi dopo il passaggio televisivo di quest’estate su Italia Uno. Nato nel 2000 a Los Angeles da un’intuizione di un giocatore ventottenne, tale Mason Gordon, lo slamball ha riscosso un successo incredibile in patria riempiendo in parte il vuoto lasciato dal Wrestling, in crisi di credibilità dopo la tragica fine di Benoit. Le regole del gioco sono semplici. In un campo da basket, corredato di otto tappeti elastici, quattro per area, che servono da trampolini per schiacciare a canestro e circondato da pareti di plexiglas alti 2metri e mezzo, gli otto giocatori, quattro per squadra, si sfidano a colpi di schiacciate, acrobazie varie e spintoni. Le regole sono simili a quelle della pallacanestro con la differenza che tutte le schiacciate valgono 3 punti, mentre i lanci normali 2. Gli impatti tra i giocatori sono frequenti e contribuiscono a rendere spettacolare questo strano sport. Alla fine si ottiene una disciplina sportiva che è un mix tra basket, football americano, hockey e ginnastica. Per ora l’accoglienza italiana è stata abbastanza tiepida, forse anche a causa del periodo televisivo particolare in cui i match sono stati trasmessi e le critiche sono fioccate da ogni dove. Ma in un futuro prossimo la situazione potrebbe cambiare radicalmente, ricalcando un po’ le orme del wrestling, mai troppo apprezzato da noi e poi esploso all’improvviso con una forza devastante tanto da influenzare perfino il modo di giocare dei bambini italiani.

Archiviato in: Altri sport
Tag:, ,

Il presidente del Fc Brussells gioca a fare il razzista

13 Novembre 2007

Dopo i cori razzisti allo stadio, gli striscioni e le aggressioni ci mancava solo il presidente di una squadra di calcio che si rivolgeva ad un giocatore di colore con una frase in odore di razzismo. A far scattare l’insensato atteggiamento da parte del presidente dell’Fc Brussells, che milita nella prima serie del campionato Belga, Johan Vermeersch, sarebbe stata la prestazione scadente della squadra contro il Charleroi. Negli spogliatoi il presidente avrebbe strigliato i propri giocatori ma in particolar modo il congolese Zola Matumona, reo di avere sbagliato dal dischetto in un momento decisivo del match. “Invece di pensare agli alberi e alle banane, pensi a segnare il rigore” gli avrebbe detto Vermeersch davanti alla squadra allibita. Matumona, arrabbiato per l’insulto subito ha deciso di rescindere il contratto con il Bruxelles e ha denunciato l’episodio alla stampa. Il presidente, in modo goffo e fuoriluogo, ha tenta allora un’inutile difesa: “Era solo una battuta detta per stimolare il giocatore. Volevo che fosse più professionale e che rispettasse gli impegni“. Questo non è bastato per risolvere la situazione che, anzi è peggiorata notevolmente. La Kia Motors, sponsor ufficiale della squadra, ha rescisso immediatamente il contratto da 160mila euro all’anno. “Questo per noi è veramente troppo - dice il responsabile della comunicazione per il Belgio della Kia Motors, Marc Coopmans - Non vogliamo associare la nostra immagine, i nostri principi e i nostri valori con un club che è rappresentato dal suo presidente in questo modo”. Ben gli sta ad uno che crede ancora che dare del mangiatore di banane ad un uomo africano sia un modo umano e giustificato di rapportarsi con lui.

Archiviato in: Calcio
Tag:, , ,

Alex Zanardi un campione inarrestabile

5 Novembre 2007

E’ lui il vincitore morale della 38esima maratona di New York. Almeno per noi italiani o per chi conosce la sua storia e la sua incredibile forza di volontà. Sto parlando di Alex Zanardi che, con una bicicletta a tre ruote, progettata per chi, come lui, ha subito l’amputazione degli arti inferiori, ha concluso al quarto posto (nella categoria handcycle) la maratona più famosa del mondo, con il tempo di un ora, 33 minuti e 17 secondi. Il pilota bolognese, che perse le gambe dopo un tremendo incidente sulla pista Eurospeedway del Lausitzring in Germania il 15 settembre 2001, non si è mai perso d’animo ed è ritornato a correre. Da pilota non famosissimo, Zanardi si è trasformato in un faro per tutte le persone che hanno subito amputazioni o sono affette da handicap. L’immagine di Alex è sempre quella di un uomo sorridente che trasuda felicità e voglia di vivere, ma soprattutto quella di uomo capace di affrontare la vita di petto, una sorta di eroe greco invincibile. Con questa ennesima prova di volontà e forza, Zanardi si proietta nell’olimpo delle persone degne di nota, capaci di trasformare in meglio la propria vita anche nelle situazioni peggiori. Qualcuno critica questa mia posizione dicendo che è facile per chi come lui ha grandi risorse economiche, a differenza della maggior parte delle persone comuni che non hanno la possibilità di curarsi in modo adeguato, e quindi una situazione privilegiata e favorevole. Forse questo è anche vero, ma non si può negare che l’esempio di questo ex pilota di Formula Uno sia stato, e continua ad esserlo ad ogni impresa, un incredibile aiuto psicologico e morale a chi si trova in una situazione di ‘diversità’ simile alla sua. E allora, forza Alex!