19 Febbraio 2008

A cent’anni esatti dalle Olimpiadi di Londra del 1908, che lo consacrarono senza incoronarlo, ritorna il mito di Dorando Pietri raccontato dal cantore della bassa modenese, Giuseppe Pederiali. Il libro ‘Il sogno del maratoneta. Il romanzo di Dorando Pietri’ ripercorre il dramma del mingherlino maratoneta di Carpi ma originario di Correggio, che nella vita faceva il garzone di pasticceria, e venne squalificato dalla competizione perché sorretto da alcuni giudici di gara, che l’avevano visto barcollare, negli ultimi passi prima del traguardo. Per colpa di quest’aiuto esterno, Pietri fu eliminato e perse l’occasione della sua vita, quella che ad un provinciale come lui capita, raramente se non mai, una sola volta durante l’esistenza.
O almeno questo doveva aver pensato il giovane pasticciere. In realtà quella mancata vittoria fu la sua fortuna. Quel viso emaciato e sofferente fece il giro del mondo e impressionò persino Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, che fece alla vicenda e al suo protagonista una pubblicità incredibile. Il giorno seguente la gara, anche la Regina d’Inghilterra, Alessandra riconobbe la straordinaria impresa del minuto italiano e lo volle premiare personalmente con una coppa speciale. Quasi nessuno ricorda chi vinse la medaglia d’oro della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908, ma tutti ricordano il nome di quel piccolo eroe sfortunato.
In un certo qual modo la vicenda, raccontata magistralmente dallo scrittore di Finale Emilia, rimarca quello spirito sportivo insito nelle origini delle olimpiadi stesse e custodito nel famoso motto del barone De Coubertain “l’importante è partecipare”. Modo di dire, questo, caduto rovinosamente nella polvere delle scorrettezze e brutture dei giorni nostri, dove l’importante è vincere tutto e per farlo sono ben accetti qualsiasi tipo di espedienti, anche i più infimi e bassi. La vicenda di Pietri ha fatto breccia nel cuore delle persone anche perché è sempre stato considerato un “simbolo del riscatto – come spiega lo stesso Pederiali – perché con il suo fazzolettino legato con quattro nodi in testa batteva gli atleti americani ipernutriti e imbottiti di vitamine”. Un libro per non dimenticare la vera natura dello sport: fatica, sacrificio e abnegazione.
‘Il sogno del maratoneta. Il romanzo di Dorando Pietri’ di Pederiali Giuseppe – Garzanti Libri euro 16,60.
11 Febbraio 2008

Sembra proprio che il rugby sia lo sport del momento, soprattutto in Italia. Chi non ha visto ieri la partita della nazionale italiana contro i vice-campioni del mondo dell’Inghilterra allo stadio Flaminio di Roma alzi la mano?! Io mi sono appiccicata allo schermo televisivo e non mi sono staccata finché la partita non è terminata, ma se dovessi dire di avere capito molto del gioco e delle regole direi una sonora bugia. E allora non resta che cercare il regolamento del gioco rugby e cercare di capirci qualcosa, così alla prossima partita, il 23 febbraio contro il Galles a Cardiff, magari mi concentrerò su altro, oltre ai muscoli guizzanti ed ai placcaggi pazzeschi. Le regole fondamentali sono ventidue:
- Regola 1 - Il terreno
- Regola 2 - Il pallone
- Regola 3 - Numero dei giocatori - La squadra
- Regola 4 - Abbigliamento dei giocatori
- Regola 5 - Tempo
- Regola 6 - Ufficiali di gara
- Regola 7 - Modo di giocare
- Regola 8 - Vantaggio
- Regola 9 - Computo del punteggio
- Regola 10 - Antigioco
- Regola 11 - Fuori-gioco e in-gioco e in gioco nel gioco aperto
- Regola 12 - In-avanti o passaggio in-avanti
- Regola 13 - Calcio d’invio e calci di ripresa del gioco
- Regola 14 - Pallone a terra - nessun placcaggio
- Regola 15 - Placcaggio: portatore del pallone messo a terra
- Regola 16 - Ruck
- Regola 17 - Maul
- Regola 18 - Mark
- Regola 19 - Touch e rimessa laterale
- Regola 20 - Mischia
- Regola 21 - Calci di punizione e calci liberi
- Regola 22 - Area di meta
La spiegazione di ogni punto del regolamento può essere visionata sui siti
Un modo diverso, divertente ed istruttivo, per avvicinarsi a questa disciplina e imparare a conoscerla ed apprezzarla, ce lo fornisce Marco Paolini, con alcuni filmati creati da La7 e raccolti in un unica pagina, sempre sul sito della Rugbylist.
3 Febbraio 2008

Gli australiani James Castrission e Justin Jones sono le prime persone al mondo ad avere attraversato in kayak il mar di Tasmania, da Nuovo Galles del Sud, in Australia a New Plymouth in Nuova Zelanda. I due hanno percorso 3.300 km di mare aperto in 62 giorni di navigazione, lottando con onde altissime e perenni raffiche di vento a bordo di questo speciale kayak attrezzato con una particolare bolla di vetroresina dove era possibile riposare e tenere la strumentazione di bordo all’asciutto. Inizialmente il viaggio sarebbe dovuto durare 40 giorni, ma le condizioni climatiche avverse li hanno costretti a cambiare più volte la rotta.
Il mare della Tasmania è uno dei tratti di mare più pericolosi al mondo e l’anno scorso è morto tra i suoi flutti Andrew McAuley, un trentanovenne australiano che aveva tentato la medesima traversata di James e Justin ma in solitaria. I due kayakers hanno dedicato a lui questa epica impresa “Andrew è stato uno straordinario avventuriero - ha detto Justin Jones - Noi possiamo solo immaginare quante difficoltà abbia dovuto passare quando da solo ha cercato di portare a termine la stessa nostra impresa. Alcuni notti, quando noi eravamo in difficoltà, ci siamo tenuti stretti l’un l’altro per scongiurare i pericoli”.
All’arrivo in Nuova Zelanda, i due giovani temerari hanno trovato ad accoglierli centinaia di appassionati festanti e una piccola flotta di tradizionali canoe maori. Anche se le gambe erano tremolanti, dopo due mesi di totale inattività muscolare, i due hanno festeggiato sonoramente con una bottiglia di birra ghiacciata.