Archivi: luglio 2008

Il fitness è tecnologico con Technogym, Nike e iPod

28 luglio 2008

Gli attrezzi fitness di Technogym, della linea cardio Excite, saranno collegati con il sistema di allenamento Nike+, già alleato nel rilevare al meglio le nostre performance con iPod. Le tre aziende internazionali hanno infatti siglato un accordo che permetterà di integrare le funzioni dei rispettivi prodotti durante gli allenamenti svolti all’aria aperta o all’interno di una palestra. Era già possibile controllare le funzioni audio e video dell’iPod direttamente dal display dei macchinari Technogym ma ora le attrezzature cardio Excite saranno compatibili anche con il programma Nike+.

Tale programma permette di pianificare il proprio allenamento e di controllarne regolarmente i risultati. Tutti gli amanti del jogging possono tenere traccia delle proprie performance grazie ad un particolare sensore da inserire in alcuni modelli Nike (serie Plus) e, mentre l’iPod Nano riproduce la musica che più ci piace, registra anche i dati della nostra attività fisica (i chilometri percorsi, le calorie consumate, il tempo impiegato).

Tali risultati possono essere poi scaricati sul sito nikeplus.nike.com, dove, dopo avere scelto obiettivi e traguardi da raggiungere per migliorare la propria forma fisica, è possibile verificare costantemente i progressi svolti e confrontarli con quelli degli altri. Con Technogym l’offerta è più completa e le corse nel parco si integrano con le ore passate indoor.

La lista dei divieti di Pechino 2008

15 luglio 2008

Il Comitato Organizzatore di Pechino 2008 (Bocog) ha stilato l’elenco “Buoni costumi per Giochi di successo“, una lunga lista di obblighi e divieti rivolto ai tifosi che assisteranno ai giochi olimpici. Il prontuario di regole da seguire (in totale sono 26) sta già sollevando un polverone di polemiche visto alcune limitazioni, a parere di molti, esagerate.

Chi parteciperà da spettatore alle competizioni non potrà portare con sé strumenti musicali, trombette e fischietti. Vietati anche gli striscioni che non potranno avere neanche scritto “Forza Cina”, frase considerata ingiusta nei confronti delle altre nazioni partecipanti. Sono permessi solo i cartelli di piccole dimensioni, che non superino i due metri per uno. Anche le bandiere avranno delle limitazioni, abbastanza ovvie visto i contrasti politici che hanno preceduto i giochi e il passaggio della fiaccola olimpica che è stata persino spenta. Sono ammesse solo le bandiere dei Paesi iscritti al comitato olimpico e paraolimpico, in altre parole no ai vessilli di Tibet e Taiwan.

I tifosi non potranno introdursi nelle aree Olimpiche con zaini troppo ingombranti se non vogliono incorrere nel rischio di sequestro dell’oggetto. Non saranno poi tollerati certi tipi di comportamento. No ad insulti nei confronti di arbitri ed atleti, a dimostrazioni e sit-in di vario genere e a “qualunque tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale in tutte le aree Olimpiche, stadi o spazi sportivi”. Vietato anche scommettere, ubriacarsi, denudarsi e svolgere “qualsiasi attività che ostacoli i Giochi o sia considerata illegale dalla legge cinese”. Tra le limitazioni più incomprensibili spicca quella nei confronti dei diritti umani: “Sono vietati gli slogan a favore dei diritti umani, della tutela ambientale o che servano per raccogliere fondi”.

Anche per i videoamatori e per chi pensava di fare qualche innocente ripresa i divieti sono rigidi e severi. Qualsiasi videocamera è vietata e soltanto le persone autorizzate potranno fare delle riprese. Inoltre non è consentito neanche l’uso di walkie talkie e radio. Le fotografie potranno essere fatte, ma come capita in un museo o in una grotta, senza l’utilizzo del flash. In pratica è tutto proibito. Tranne l’uso di ombrelli, vietati invece durante le Olimpiadi di Atene del 2004, a patto però che non ostacolino la vista di chi siede dietro.

Farei una proposta anch’io per aggiungere alcune regole “Chi si siede sugli spalti non deve assolutamente girare la testa, ne alzare le braccia e possibilmente neanche parlare con chi gli sta seduto accanto. Vietato andare in bagno per la durate di tutte le gare compresa la maratona, la marcia, la 10 chilometri di nuoto ed il decathlon. In caso di disobbedienza accertata sarà azionato dal Comitato Olimpico un congegno disponibile per ogni sedile chiamato familiarmente ‘sedia elettrica’ con manette per gambe e braccia e leggere scosse purificatrici”.

Il Newcastle nelle mani dei Bin Laden?

7 luglio 2008

Il tabloid The Sun ha lanciato la notizia che la famiglia Bin Laden è interessata all’acquisto della squadra del Newcastle scatenando un vero putiferio. Le proteste dei tifosi dei Magpies hanno invaso il web. Non accettano che la famiglia del terrorista Numero Uno metta le mani sulla loro squadra del cuore. “È semplicemente disgustoso – ha dichiarato Frank Gilmour, dell’Independent Newcastle United Supporters’ Association - un gioco di cattivo gusto. Ora dipende tutto dal presidente. È veramente disposto a vendere il club alla famiglia di un terrorista?”.

L’offerta fatta a Mike Ashley, attuale presidente del Newcastle, da parte della Saudi Bin Laden Group, la multinazionale edile che ha a capo Bakr Bin Laden, uno dei fratellastri di Osama, sarebbe di 300 milioni di sterline (circa 380 milioni di euro). Una bella cifra per il club del fenomeno Michael Owen. L’anno scorso, infatti, Mike Ashley, l’aveva rilevata da Freddy Shepherd per poco meno di 170 milioni di euro. L’offerta dei Bin Laden però non riguarderebbe solo la squadra di calcio ma si riferirebbe anche ad alcuni terreni nei pressi del St James’ Park, dove vorrebbero, costruire nuovi spazi commerciali.

Dal canto suo la società ha negato fermamente queste voci, definendole infondate. Ma queste non si fermano, anche perché la famiglia Bin Laden ha da tempo preso le distanze dal fondatore di Al-Qaeda. Questo presuppone che non avrebbe grosse difficoltà a ottenere il via libera dal board della Premier tenendo conto del fatto che già l’anno scorso ha permesso all’ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra, sotto processo per corruzione e accusato di violazioni dei diritti umani, di appropriarsi del Manchester City.