Archivi: novembre 2008

In Germania l'arbitro del doppio giallo

27 novembre 2008

L'arbitro Metzen ammonisce due giocatori contemporaneamente

L'arbitro Metzen ammonisce due giocatori contemporaneamente

Se non ci fossero sarebbe un dramma. Gli arbitri, la categoria umana che più preferisco. In Germania un arbitro di calcio ne ha combinata una insolita. Non un errore palese: un calcio di rigore non assegnato o un fuorigioco strabico; no, non è stato vittima di una delle tradizionali risse. Niente di tutto questo. Thomas Metzen, questo è il nome dell’arbitro, si è distinto per aver ammonito due giocatori contemporaneamente con due cartellini gialli differenti. Si è esibito in un gesto al confine tra una danza asiatica, un gioco di prestigio e l’emuluazione dei un semaforo, estraendo da due taschini differenti due cartellini gialli.
Un’azione all’apparenza solo folcloristica, del tutto innocua, ma che sta spopolando tra i blogger e sui canali della tv teutonica. Il doppel-gelb di Metzen, comminato nel corso della partita della serie B tedesca tra Magonza e St. Pauli, ha fatto arrossire la Bundenfederazione che ha censurato Metzen. Non lo fare più!, pare gli abbiano intimato i vertici della Federcalcio. Astieniti da un gesto così plateale.
Fossero questi i problemi degli arbitri in Italia, ci sarebbe da stare più tranquilli. Dalle nostre parti vengono criticati i due pesi e le due misure di alcune decisioni, altro che doppie e simultanee ammonizioni!
Un dubbio ci trascineremo dietro dopo questo episodio: diamine, quanti cartellini gialli hanno in dotazione gli arbitri di calcio?

Super stipendio per Andrea Bargnani, "Mago" in NBA

25 novembre 2008

Una schiacciata di Andrea Bargnani con i Toronto Raptors

Una schiacciata di Andrea Bargnani con i Toronto Raptors

Sono quattro i giocatori italiani ammessi nell‘Olimpo del basket mondiale. Soltanto quattro gli spilungoni nostrani in Nba: “Mago” Andrea Bargnani nei Toronto Raptors, “Beli” Belinelli nei Golden States Warrior, “Gallo” Gallinari nei New York Knicks e Daniel Hackett negli Usc Trojans. Come si stanno comportando? Fatta eccezione per l’ultima apparizione contro i Boston, chi non tradisce le aspettative per il terzo anno consecutivo è Andrea Bargnani. Hacket sta trovando un po’ di spazio e promette di crescere. Discorso agli antipodi per gli altri due cestisti: sempre molto nascosti.
Del resto, il “Mago” non stupisce più per il suo perfetto ambientamento tra i giganti del canestro. Da quando, il 28 giugno 2006, al Draft Nba viene chiamato dai Toronto Raptors come prima scelta assoluta, diventando il primo giocatore italiano ad essere cooptato in primissima istanza, il primo europeo nella storia ad essere selezionato come numero uno e il secondo (alle spalle di Yao Ming) non formatosi cestisticamente negli Stati Uniti. Con i suoi 2 metri e 13 centimetri, i 119 chilogrammi di peso corporeo, i suoi 23 anni appena compiuto e i suoi cinque milioni di dollari annuali di contratto, non soffre l’ambientamento e la nostalgia di casa. A Toronto si trova benissimo: vede altri italiani e si sente a casa. Bella forza. Con cinque milioni di dollari sul conto corrente ogni dodici mesi si starebbe alla grande anche nelle sperdute regioni del Kamchatka. E poi non dite che non siamo degli incorreggibili romantici…

Dalla corsa su tacchi a spillo alla canoa con chitarra

24 novembre 2008

Le vincitrici parigine della corsa su tacchi a spillo

Le vincitrici parigine della corsa su tacchi a spillo

Centometriste su tacchi a spillo. No, non è una singolare protesta femminista all’interno della Federatletica. E’ la corsa a squadre organizzata a Parigi nello scorso fine settimana da una nota casa di scarpe: la Sarenza. D’accordo, d’accordo: l’idea non è nuovissima. Già nel 2006 i tedeschi l’avevano proposta sulla Kurfuerstendamm, una delle più famose strade dello shopping di Berlino. Per una volta i teutonici più avanti nel glamour dei raffinati vicini francesi. Anche il fine era identico: pubblicità, pubblicità, pubblicità. Così come il premio: denaro (più generosi i tedeschi: 10.000 euro contro i 3.000 parigini) da spendere in shopping nei santuari dell’abbigliamento locale.
Nonostante la non unicità dell’evento, l’idea ci piace. La corsa sui tacchi a spillo potrebbe essere antesignana di qualche altra singolare competizione. Magari meno attraente, ma più simpatica. Immaginiamo, per esempio, i 110 metri ostacoli con pantofole o il pattinaggio su ghiaccio su babbucce. Oppure ancora una gara di sci di fondo con speciali sci infradito. E cosa accadrebbe se, per motivi di reclame, un’azienda che produce altri generi di consumo si mettesse in testa di sfruttare l’evento parasportivo per lanciare la sua merce?
Immaginiamo Casa Modena organizzare un’appassionante gara di velocità per suini cavalcati da eccezionali fantini. Con tanto di circuito scommesso a far da indotto.
Cosa accadrebbe se la Gibson Guitar, per pubblicizzare i propri strumenti musicali, organizzasse una giornata sui laghi all’insegna del canottaggio con le chitarre a far da pagaie?
Probabilmente Jimi Hendrix si rivolterebbe nella tomba. Facendo perno sui tacchi a spillo. Ovviamente.

Il record di Ion Tiriac. Miliardario? No, 33 volte papà

21 novembre 2008

Ion Tiriac

Secondo l’analisi di Capital sui 300 uomini più ricchi della Romania, al primo posto si piazzerebbe Ion Tiriac, ex tennista (e hockeista su ghiaccio). Tiriac vinse il doppio maschile degli Open di Francia del nel 1970 e negli stessi anni fu più volte finalista di Coppa Davis.

A quanto pare però il quasi settantenne Tiriac, attualmente imprenditore e uomo d’affari, non detiene solo il record di Paperone. Sì, perché in una recente intervista al quotidiano del suo Paese a Jurnalul National l’ex tennista avrebbe rivendicato la paternità di ben trentatré figli. Rivendicato si fa per dire, visto che di tutta la tribù Tiriac ha riconosciuto solo tre pargoli.

A cosa si deve tanto zelo procreativo? “A me sono sempre piaciute molto le donne. – conferma Ion, inserito anche dalla rivista Forbes nell’elenco degli scapoli più ricchi (e quindi appetibili) al mondo – Però onestamente non saprei spiegare il perché”. Un motivo, e anche valido, visti i risultati da record di nascite ci sarà, ma forse non è il caso di indagare oltre sui gusti del miliardario pluripapà.

Solo tre figli legittimi, dicevamo (di cui uno noto alle cronache per traffici di droga). Ma degli altri, quelli cosiddetti “naturali”, che ne sarà? Ion Tiriac assicura che il testamento sarà equo con tutti. “Dividerò tutto in parti uguali – continua Tiriac -. Anche se penso che un figlio non debba ricevere niente dal padre; altrimenti come potrebbe nascere in lui lo spirito competitivo?”.

A proposito di spirito competitivo. Che Tiriac abbia voluto sbaragliare tutti gli avversari anche in fatto di figliolanza?

Samantha la velista: "Nuda è bello"

20 novembre 2008

Al Vendée Globe, la regata più pericolosa e faticosa al mondo – 26.000 miglia di oceani senza scalo, nessuna assistenza – partecipa anche una barca che ricorda molto quella giocattolo di Barbie. Roxy, così si chiama la graziosa barca, ha gli interni rosa, frequenti cambi di vele (per lo più di colore fucsia) e, dulcis in fundo, è decorata con fiori finti, perché i dettagli contano. La navigatrice solitaria che conduce Roxy per mare è Samantha Davies, una delle due donne che partecipano alla massacrante regata in solitaria.

La trentatreenne britannica Sam, una laurea in ingegneria mai ritirata perché il giorno delle consegne era in mezzo all’Atlantico, non si lascia condizionare dagli usi e costumi dei velisti che noi siamo abituati a vedere: barbuti, stropicciati, abbrutiti (come biasimarli? non è mica una passeggiata restare mesi e mesi da soli in mezzo al mare, condurre una barca, magari per vincere, e riuscire anche ad essere in ordine). No, no, deve aver pensato la bionda Samantha: velista sì, ma anche chic. E così, in un’intervista al Daily Mail e nei video che trasmette strada facendo, la Davies racconta di non rinunciare a creme e shampoo, di stendere i calzini ad asciugare al vento e indossa impeccabili completini stirati (per la gioia dello sponsor). Ma la cosa a cui l’avventurosa signorina non sa proprio resistere è “navigare nudi, soprattutto quando si passa dalle parti dei Tropici e fa molto caldo. È molto più comodo”, dichiara la nostra. E non nega alla stampa aneddoti su quando navigava coperta solo di crema solare.

Pazienza se Sam trasmette dall’Atlantico mentre i primi hanno già superato Capo Verde. Inimmaginabile una regata di tre mesi senza il conforto della ceretta e dei fidati bigodini. Ma non lasciatevi ingannare dalle frivolezze: la Davies è ben consapevole delle difficoltà e della pericolosità del Vendée Globe.”E‘ una regata difficile, ma quando sei alla partenza pensi solo a provare a migliorare il record stabilito da Riou con questa stessa barca nel 2005: 87 giorni 10 ore, 47’ e 55″”. E a proposito dei suoi rudi avversari uomini aggiunge: ”Inutile mentire, gli uomini hanno indubbi vantaggi fisici. Sono anche più irruenti. Ma in una regata come questa, lunga almeno tre mesi, alla fine contano di più la costanza e la tenacia. E queste doti le hanno più sviluppate le donne…”.

Che Samantha Davies si riferisse anche alla costanza con cui si spalma di creme e cremine e tiene in ordine la trousse del trucco? Ma no: se Sam ha la stessa stoffa delle sue maestre Ellen MacArthur, Tracy Edwards e Shirley Robertson, grandi veliste, non deluderà certo i suoi fan britannici. Che sperano fervidamente di vederla (nuda?) alla meta.

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