26 marzo 2009

Un terribile incidente sulla tangenziale di Voghera ha stroncato la vita del grande campione del pugilato Giovanni Parisi. Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite. Parisi, 42 anni, nato a Vibo Valentia ma residente in provincia di Pavia da molti anni, è morto sul colpo. Era entrato nella storia del pugilato per la grande impresa alla finale olimpica di Seul ‘88 quando, in appena 1′41”, aveva messo al tappeto il super favorito Daniel Dumitrescu.
Tante sono le imprese che l’hanno fatto diventare uno dei boxer più amati del pugilato italiano, oltre all’oro olimpico. Dopo la vittoria, infatti, Parisi, era diventato professionista e aveva vinto due mondiali in due differenti categorie (leggeri e superleggeri) eguagliando così il grande Nino Benvenuti. L’ex campione olimpico aveva poi combattuto sette volte per la corona Wbo. Solo la sconfitta contro il portoricano Carlos Santos gli aveva impedito di conquistare il terzo titolo mondiale e la corona iridata dei pesi welters Wbo. L’ultimo tentativo l’aveva fatto nel 2006, quando a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welter. La sonora sconfitta l’aveva convinto ad appendere i guantoni ai chiodi.
L’ultima apparizione durante la riunione per la conquista del Mondiale di Giacobbe Fragomeni dove, salito sul ring, aveva ricevuto una vera e propria ovazione da parte del pubblico che non l’ha mai dimenticato. E come si fa a dimenticare un pugile della sua caratura? Soprannominato da sempre Flash per la velocità dei suoi colpi, Parisi su 47 incontri disputati ne ha vinti 41, 29 dei quali per ko. Un grande campione che rimarrà nel cuore di tutti gli appassionati.
23 marzo 2009

Abbiamo già parlato di lui in altre occasioni, sottolineando come fuori dal campo di rugby fosse un agnellino rispetto alla furia distruttiva che invece ha sempre dimostrato di essere durante le fasi di gioco. Questa volta, invece, la terza linea francese Sebastien Chabal, vuoi per il vino e la birra ingurgitati, vuoi per la fine del torneo delle Sei Nazioni, l’ha combinata grossa. Sembra infatti che durante lo svolgimento del famoso Terzo Tempo all’Art Cafè di piazza di Siena a Roma, alla fine del match tra Italia e Franca (finito ahimè 50 ad 8 per i transalpini), l’Orco abbia prima fatto avanches alla ragazza del pilone azzurro Martin Castrogiovanni e poi, alle sue rimostranze, gli abbia sferzato un destro ben assestato sul viso.
Secondo il racconto dell’accaduto fatto da Riccardo Corsetto, responsabile giovanile del ‘Movimento per l’Italia‘ “ci sono stati minuti di panico, giganti in giacca e cravatta che schizzavano come furie da tutte le parti, un atleta della nostra Nazionale ha preso un masso brandendolo come arma, mentre un giocatore non meglio identificato è rimasto ferito al volto e coperto da una maschera di sangue”. A quanto pare però le cose non sono andate proprio così e come sempre si è cercato di ingrandire e strumentalizzare un evento in realtà molto minore. Lo stesso responsabile del locale, Alberto Altigieri, ha ribadito che la rissa non si è verificata e visto la banalità dell’accaduto non ha nemmeno avvisato la sicurezza interna al locale.
Questa la verità: Chabal ha effettivamente infastidito la donna e dopo essere stato portato via dai compagni è tornato all’attacco tirando un pugno in faccia a Castrogiovanni che non ha esitato a cotrobattere. Però poi è finita lì, fortunatamente non c’è stata nessuna rissa tra le due squadre, anche perché sarebbe stata abbastanza pericolosa visto il potenziale di forza e muscoli presenti nel locale (solo con Chabal e Castrogiovanni si superano i 237 Kg e la media di 1,9 metri di altezza!). Insomma tutto è bene quel che finisce bene!
La foto è tratta dalla Gazzetta.it
13 marzo 2009

La McLaren in crisi a due settimane dal primo Gp del 2009? Sembrerebbe proprio di si. I risultati non certo confortanti dei test pre-mondiale effettuati sul tracciato catalano di Montmelò (mercoledì Hamilton è stato il più lento) hanno messo in apprensione la scuderia anglotedesca, anche se questa tende a minimizzare con la stampa. “Lewis è il campione in carica – ricorda Martin Whitmarsh, numero 1 del team – e ha vinto il Mondiale con una delle nostre monoposto. Quindi, viene ritenuto non soddisfacente tutto quello che è inferiore ad una vittoria. Viene considerato tale da noi, dai nostri partner, dai media e dai tifosi. Detto questo la McLaren ha partecipato a 648 gare: ne abbiamo vinte 162 e per 431 volte siamo saliti sul podio. Siamo orgogliosi del nostro curriculum, abbiamo fiducia nelle capacità dei nostri ingegneri che sapranno mettere la MP4-24 in condizione di migliorare i nostri record”. E’ indubbio però che la scuderia, detentrice del titolo piloti dello scorso anno, con Lewis Hamilton, non sia attualmente abbastanza veloce per essere competitiva e puntare alla vittoria. Anche Norbert Haug ha dovuto ammettere che “la macchina non è quella che ci aspettavamo. Siamo indietro sulla tabella di marcia”.
Secondo Whitmarsh le difficoltà riscontrate dipenderebbero da “una combinazione di fattori. Il nostro motore Mercedes è competitivo, lo abbiamo visto lo scorso anno, quindi le carenze della MP4-24 sono legate soprattutto al telaio”. A quanto pare però gli ingegneri stanno facendo tutto il possibile per migliorare le prestazioni della monoposto McLaren in vista del Gp d’Australia, che si terrà a Melbourne il 29 marzo prossimo.
Ed anche Whitmarsh confida in questo “noi stiamo facendo tutto il possibile, i nostri ingegneri riusciranno a mettere la monoposto in condizioni di gareggiare al top. Ma servirà qualche gara per vedere dei risultati significativi gli ingegneri possono fare grandi cose quando sono sotto pressione. Oggi ho parlato con loro, sono rimasto colpito dalla determinazione di risolvere i problemi in tempi record”.
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2 marzo 2009
Ieri, durante il derby Palermo-Catania, è stato realizzato uno dei goal più belli della storia del calcio italiano. L’ha segnato il 29enne Giuseppe Mascara, in forza al Catania, con un sublime gesto tecnico che ha incantato il Barbera. Un tiro di collo piede da una cinquantina di metri che ha preso alla sprovvista Amelia.
Il portiere dei rosa nero si trovava fuori dai pali ma nessuno si sarebbe mai aspettato una tale prodezza. “Ho visto che la palla rimbalzava – ha dichiarato un soddisfattissimo Mascara- ho visto Amelia fuori dai pali e, di prima intenzione, ho calciato in porta senza pensarci. Marco rimane uno dei migliori portieri del calcio italiano, segnargli un gol è una grande soddisfazione”. Difficile, infatti, incolpare Amelia. Una tale perla calcistica è talmente rara che forse nessun portiere l’avrebbe presa sul serio. Il merito va interamente a Mascara, il geniale folletto di Walter Zenga.
La partita si è conclusa con una vittoria schiacciante del Catania che ha rifilato 4 gol ai padroni di casa aggiudicandosi il derby siciliano.
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