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	<title>Fulmicotone &#187; Rugby</title>
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		<title>Jonny Wilkinson: In a perfect world</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_2456" class="wp-caption aligncenter" style="width: 406px"><img class="size-full wp-image-2456" src="http://www.fulmicotone.com/files/2012/01/jonny-wilkinson-2.jpg" alt="" width="396" height="594" /><p class="wp-caption-text">Jonny Wilkinson</p></div>
</div>
<p style="text-align: justify"><strong>Sir Wilko il Re</strong>, al secolo <strong><a title="Wilkinson" href="http://www.jonnywilkinson.com/" target="_blank">Jonathan Peter Wilkinson</a></strong>, è forse il rugby man di cui si è parlato e scritto di più. Calcolatore, cerebrale, intenso, introverso, complesso come una coreografia, <strong>emblema dello sportivo perfetto</strong>. Al di là di questa facciata <strong>apparentemente gelida</strong>, Wilko è un uomo che si è guadagnato ogni istante del suo lungo, tortuoso e splendente cammino che lo ha portato a essere ciò che è.</p>
<p style="text-align: justify">Non solo gloria, però, perchè la sua è stata una carriera costellata anche di <strong>numerosi infortuni</strong> che l’hanno ostacolato fisicamente; non si è fatto mancare neppure un avversario temibile,  <a title="il mostro della depressione" href="http://rugby1823.blogosfere.it/2011/11/sport-e-salute---jonny-wilkinson-e-la-lotta-contro-la-depressione.html" target="_blank">il mostro della depressione</a> che lo stava minando nel profondo dell’anima, ma lui si è sempre rialzato, è andato avanti.</p>
<p style="text-align: justify">Sir Wilko, <a title="rugby man filosofo, buddista" href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1058291/Jonny-Wilkinson-Ive-Buddhist-reading-quantum-physics-books.html" target="_blank">rugby man filosofo, buddista</a>, bello come un surfer californiano; faccia d’angelo, voce gentile e sottilmente nasale. Fascino allo stato puro.</p>
<div id="attachment_2451" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class=" wp-image-2451 " src="http://www.fulmicotone.com/files/2012/01/J.Wilinson-a-Tolone.jpg" alt="" width="300" height="379" /><p class="wp-caption-text">Jonny Wilkinson a Tolone</p></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter"></div>
<p style="text-align: justify">Dopo l’annuncio in cui comunica la sua <a title="decisione di abbandonare il rugby internazionale" href="http://rugby1823.blogosfere.it/2011/12/grandi-campioni-wilkinson-dice-addio-allinghilterra.html" target="_blank">decisione di abbandonare il rugby internazionale</a> e <strong>lasciare la tanto adorata maglia bianca dell’Inghilterra</strong>, non ho resistito a riprendere in mano il suo libro <strong><a title="&quot;Tackling life&quot;" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rugby/jonny-wilkinson-ci-insegna-a-placcare-con-tackling-life/">“Tackling life”</a></strong> e in particolar modo l’ultimo capitolo, <strong>“In a perfect world”</strong>, per soffermarmi a pensare. Parole sicuramente dettate dal suo credo buddista, che io condivido, ma che si adattato facilmente a ognuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify"><em>“La vita, e specialmente lo sport professionistico, sono come<strong> una corsa sulle montagne russe</strong>: salite mozzafiato e discese vertiginose; per carattere, fortunatamente, sono sempre stato disponibile ad imparare dalle sconfitte per poterne uscire più forte. Credo che per apprezzare appieno i nostri momenti migliori, quelli in cui siamo all’apice, <strong>si ha bisogno di cadere o toccare il fondo almeno una volta o due</strong>. L’opportunità di imparare dalle sconfitte è in definitiva parte integrante degli stessi errori: due facce della stessa medaglia. <strong>Le difficoltà ci aiutano a crescere.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong></strong></em><em>Personalmente mi hanno fornito la forza e la spinta di affrontare e superare l’ostacolo successivo percorrendo un <strong>percorso di crescita interiore</strong>; ogni volta cerco di sfruttare questi momenti per tirare fuori le mie potenzialità.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em></em><em><strong>Sono sempre stato un perfezionista</strong>. Da quando ne ho ricordo ho sempre lottato per realizzare un mondo ideale e un’immagine di me stesso impeccabile. Nella mia mente avevo un’idea abbastanza dettagliata della vita perfetta, della carriera perfetta e di un perfetto me stesso. In un certo senso era quasi come essere invincibile, ottenere dei successi, essere il migliore e non mettere mai il piede in fallo. Le persone, le cose materiali che mi circondavano, le esperienze della mia vita, erano la lancetta che  mi indicava se stavo andando nella giusta direzione e se non era come io volevo che fosse, allora perdevo il controllo su tutto.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em></em><em>Alla fine ho abbandonato questo modo di pensare. Ora so che se cerchiamo la nostra personale perfezione in ciò che ci circonda non faremo altro che affannarci per adattarci costantemente ai cambiamenti poiché tutto si evolve in continuazione. <strong>Quando cercavo di afferrare la perfezione fuori da me stesso ogni momento era una sconfitta, non avevo mai pace.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong></strong></em><em>Quando l’Inghilterra vinse la <strong>Rugby World Cup nel 2003</strong> pensavo di essere arrivato e di potermi concedere il tempo di assaporare la gioia che mi dava. Non fu così. Durò una sola notte e la mattina dopo, a colazione, l’euforia e l’estasi erano già passate, svanite ed io mi chiedevo: </em>“Dove diavolo andrò ora?”<em>. Il lungo viaggio che mi aveva condotto lì era finito, passato, oramai alle mie spalle, non avevo più uno scopo,<strong> mi sentivo imperfetto come non mai.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong></strong></em><em>Di solito cerco di fare in modo che l’oggi sia migliore di ieri; nella mia vita ho sempre avuto ambizioni e scopi di ogni genere, mi sono dato da fare per realizzarli, sforzandomi, assaporando la sensazione di sentirmi vivo. <strong>Credevo che la perfezione risiedesse solamente nel realizzare i miei  scopi, beh, mi sbagliavo.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong></strong></em><em>Ognuno di noi ha dei sogni nella vita, ma <strong>se cerchiamo le risposte al di fuori di noi non saremo mai soddisfatti</strong> e non ne avremo mai abbastanza. Un detto recita: </em><strong>“La perfezione non risiede nel possedere tutto ciò che si desidera, ma nel dare tutto ciò che si ha”</strong><em>.  Ci sarà sempre una casa migliore di quella che abbiamo, o auto più veloci, luoghi migliori dove vivere, placcaggi migliori, calci piazzati più precisi, prati più verdi da qualche parte nel mondo o in qualche punto imprecisato del futuro; ma <strong>sarà sempre una corsa verso qualcosa che non avremo mai.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong></strong></em><em>Sono convinto che ciò che realizzerò sarà perché sarò stato capace di dare il meglio di me; solo così mi resterà qualcosa di unico fatto di esperienze e sensazioni perché l’avrò sperimentato dentro me stesso e niente o nessuno potrà portarmelo via. Ora so che la perfezione può esistere. <strong>Essa è racchiusa nell’incredibile potenziale che ognuno possiede</strong>, in questo mondo dove ogni cosa è collegata all’altra in modo inscindibile, è alla nostra portata, ogni giorno. </em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Se fra due persone una sola è vittoriosa significa che è più perfetta dell’altra? Non credo. Secondo me, <strong>la perfezione è scavare profondamente</strong> per cercare quel <strong>talento unico che ognuno possiede</strong> nella parte migliore di noi stessi ed avere la <strong>compassione di non dimenticare di aiutare gli altri a fare lo stesso</strong>. Trarre il meglio da ogni opportunità, prendersi cura di ogni momento, e lasciare che sia, sebbene, a volte, sia molto difficile.”</em></p>
<p style="text-align: justify"><em></em>Può suonare strano vedere il termine “compassione” in un libro scritto da uno sportivo, per di più quando lo sport in questione è il rugby, ma, come ho ricordato più sopra Jonny Wilkinson è buddista e secondo il Buddismo <strong>l’universo e la vita</strong> stessa pulsano con un’energia senza limiti e <strong>sono manifestazioni della compassione</strong> che, intrecciando i fili di tutti i fenomeni interdipendenti, favorisce e nutre la vita in ogni sua diversa, prodigiosa manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify">Se Wilko si è sforzato di fare suo il concetto che la perfezione risiede nel dare la parte migliore di noi, <em>beh</em>, non possiamo negare che ci sia riuscito. <strong>Wilko è un esempio sia come sportivo che come uomo</strong>: dedito, generoso, modesto, un punto di riferimento per i suoi compagni, eppure anti divo per eccellenza; <strong>un re che non si è mai vantato della sua corona</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ci mancherai</strong>, Jonny, ci mancherai veramente tanto. Che non sia un addio, bensì un arrivederci in qualche altro punto della vita. In bocca al lupo, Jonny.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_2458" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2458" src="http://www.fulmicotone.com/files/2012/01/Sir-Wilko-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /><p class="wp-caption-text">Sir Wilko</p></div>
<p style="text-align: justify">
</div>
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		<title>Calendari sexy: tra Dieux du Stade e Petrarca Rugby non c&#8217;è gara</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 09:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2012 è alle porte e la battaglia a colpi di calendario è iniziata. Calendari rugbistici ovviamente. Qui di seguito ecco due copertine: una è un classico, l&#8217;altra una novità. Ma attenzione: non bisogna lasciarsi influenzare dal primo impatto. Innanzitutto perchè l&#8217;abito non fa il monaco (e non è tutto oro quel che luccica!) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il 2012 è alle porte e <strong>la battaglia a colpi di calendario</strong> è iniziata. Calendari rugbistici ovviamente. Qui di seguito ecco due copertine: una è un classico, l&#8217;altra una novità. Ma attenzione: <strong>non bisogna lasciarsi influenzare dal primo impatto</strong>. Innanzitutto perchè l&#8217;abito non fa il monaco (e non è tutto oro quel che luccica!) e in secondo luogo, spesso, un dono presentato sobriamente a volte si rivela un graditissimo regalo.</p>
<div id="attachment_2396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 444px"><img class="size-full wp-image-2396" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/12/confronto-calendari.jpg" alt="" width="434" height="300" /><p class="wp-caption-text">Calendari a confronto: Dieux du Stade 2012 vs Petrarca Rugby</p></div>
<p style="text-align: justify">Puntuale come un orologio svizzero, per la gioia di occhi femminili e non &#8211; sempre di occhi si tratta &#8211; è uscito il calendario dei <strong>Dieux du Stade</strong>: un classico ormai. Ebbene sì, la volpe perde il pelo ma non il vizio; in questo caso lo <strong>Stade Français</strong> ha perso <strong>Guazzini</strong>, ma i &#8220;Dieux du Stade&#8221; resistono alle tempeste più dure tenendo fede alla loro fama di dei. Purtroppo però i manager della squadra parigina non  hanno perso la voglia di cimentarsi in <em>performace</em> che poco hanno di rugbistico e che sono a tutti gli effetti <strong>un trionfo del <em>kitsch</em>.</strong></p>
<div id="attachment_2375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2375" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/12/Stade-300x199.jpg" alt="Cupido e il rugby" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Cupido e il rugby</p></div>
<p style="text-align: justify">Queste iniziative avrebbero l&#8217;intenzione di <strong>attirare il pubblico femminile negli stadi</strong>, ma, a parte il fatto che le donne vanno a vedere le partite di rugby di loro spontanea volontà, a parer mio <strong>suscitano sbigottimento e risate</strong>. Povero diavolo, così conciato ed esposto al pubblico ludibrio! Questa è solo la punta dell&#8217;iceberg, lo Stade Français <strong>è solito a simili show</strong>, basti ricordare <a title="lo spettacolino di circa un anno fa" href="http://www.rugbydump.com/2010/10/1682/midweek-madness-the-stade-de-france-pre-match-festivities" target="_blank">lo spettacolino di circa un anno fa</a> in occasione della partita di <strong>Top 14</strong> 2010-2011 <strong>Stade Français vs Tolone</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Chiusa questa piccola parentesi, torno all&#8217;argomento in oggetto: i calendari. Il <strong>&#8220;Dieux du Stade 2012&#8243;</strong> offre ancora una volta sofisticate pagine satinate, foto color seppia, sapienti scatti fotografici che ricordano tanto il <strong>film &#8220;300&#8243;</strong>, fisici statuari che <strong>poco hanno di terreno</strong>; talmente belli che viene voglia di dare delle testate ai muri, uomini <strong>che non sembrano reali, </strong>non a caso chiamati &#8220;Dieux&#8221;. Se confrontiamo gli atleti che appaiono sul calendario con i loro &#8220;se stessi&#8221; così come siamo soliti vederli nella realtà, <strong>salta subito all&#8217;occhio quanto siano diversi</strong>; per l&#8217;amor del cielo, sempre belli sì, ma ben più normali e con qualche diffettuccio umano. <strong>Il ritocco c&#8217;è ed è evidente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Per rompere la noia di tanta artificiosità, il <a title="Petrarca Rugby" href="http://www.petrarcarugby.it/it/home.html" target="_blank">Petrarca Rugby</a> offre una versione molto più umana e veritiera: un calendario che si aggiudica, a parer mio, il titolo di <strong>&#8220;miglior calendario 2012&#8243;</strong>. In occasione della campagna <a title="&quot;Movember&quot;" href="http://www.movember.com/" target="_blank"><strong>&#8220;Movember&#8221;</strong></a> il fotografo <strong>Corrado Villarà</strong> ha riunito i 15 giocatori del Petrarca Rugby <a title="per immortalarli in versione Movember" href="http://boccacciorugbynews.blogspot.com/2011/12/il-calendario-2012-del-petrarca-con.html" target="_blank">per immortalarli in versione Movember</a> con i <strong><em>moustaches</em></strong> : baffi di tutte le fogge che i giocatori si fanno crescere in occasione della campagna di sensibilizzazione per sostenere la <strong>ricerca sul cancro alla prostata</strong> e su altre patologie maschili.</p>
<p style="text-align: justify">Non c&#8217;è che dire, <strong>accattivanti baffi su splendidi rugbisti</strong>: <strong>una miscela esplosiva</strong>. Semplicemente fantastici! Guardare per credere e attente alle coronarie.</p>
<p><iframe width="435" height="326" src="http://www.youtube.com/embed/M0n_0uPocpU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify"> Altro che Dieux du Stade! I <strong>&#8220;Dieux de Noatri&#8221;</strong> <strong>gli fanno</strong> &#8211; è il caso di dirlo<strong> &#8211; un baffo! Ironici, divertenti, </strong>per niente sofisticati<strong>,</strong> <strong>un po&#8217; ruspanti</strong> e proprio per questo <strong>veri</strong>! Smorfie, risate, <strong>muscoli senza ritocco</strong> e <strong>qualche pancetta</strong>, <strong>pose impacciate</strong> e <strong>comiche</strong>: una ricetta perfetta per un risultato ricco di <strong>bellezza e simpatia</strong>. Il calendario è <strong>acquistabile dal 12 dicembre</strong>: <strong>si fa beneficienza e ci si risolleva il morale&#8230;</strong> il ché non è poco.</p>
<p style="text-align: justify">Chi vince questo match <strong>Italia- Francia</strong>? Senza ombra di dubbio, ancora una volta <strong>i nostri splendidi e spontanei ragazzi</strong>. E a pieni voti, per giunta.</p>
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		<title>Quelli che al fango sono abituati</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:49:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli angeli esistono. Sono a Genova, in questi giorni di devastazione, rabbia e dolore &#8211; perché non si può morire di pioggia né qui né altrove &#8211; mischiati fra centinaia e centinaia di volontari armati di pale o a mani nude. Angeli un po&#8217; robusti, abituati a passarsi una palla ovale, abituati a placcare, ad ammucchiarsi su un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify">
<div id="attachment_2349" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2349" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/11/maglietta-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /><p class="wp-caption-text">&quot;La maglietta dell&#039;alluvione&quot;</p></div>
<dl>
<dt><strong>Gli angeli esistono</strong>. Sono a <a title="Video: alluvione a Genova" href="http://www.pianeta.it/territorio/protezione-civile/video-alluvione-a-genova-la-pioggia-non-da-tregua/" target="_blank"><strong>Genova</strong></a>, in questi giorni di devastazione, rabbia e dolore &#8211; perché non si può morire di pioggia né qui né altrove &#8211; mischiati fra centinaia e centinaia di <strong>volontari armati di pale o a mani nude</strong>. Angeli un po&#8217; robusti, abituati a passarsi una palla ovale, abituati a placcare, ad ammucchiarsi su un campo da rugby.</dt>
</dl>
<p><strong>Sono i rugbisti e gli appassionati di rugby del <a title="Vai al sito del CUS Genova" href="http://www.cusgenova.it/" target="_blank">CUS Genova</a></strong>, che, poche ore dopo il <a title="Video: alluvione a Genova" href="http://www.pianeta.it/territorio/protezione-civile/video-alluvione-a-genova-la-pioggia-non-da-tregua/" target="_blank">disastro</a>, hanno hanno creato la pagina facebook  <a title="&quot;Noi nel fango ci muoviamo bene&quot;" href="http://www.facebook.com/?ref=tn_tinyman#%21/pages/NOI-NEL-FANGO-CI-MUOVIAMO-BENE/134682109968827" target="_blank">&#8220;Noi nel fango ci muoviamo bene&#8221;</a>, mettendosi a disposizione delle autorità, come già avevano fatto pochi giorni prima in occasione dell&#8217;<strong>alluvione nel Levante ligure</strong>.</p>
<p>Il loro slogan è: <strong><em>&#8220;Da soli siamo una goccia, insieme siamo un oceano&#8221;</em></strong>. Non ci resta che visitare la pagina e lasciare a loro la parola, e a noi – genovesi e popolo del rugby – non resta che <strong>ringraziarli dal profondo del cuore ed essere orgogliosi di loro </strong>e dello sport che amiamo, ancora una volta.</p>
<div id="attachment_2354" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2354" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/11/al-lavoro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Ruggers e fango</p></div>
</div>
<p>Questa è la foto profilo della pagina su <a title="Facebook: come cancellare il profilo" href="http://www.ilvirtuale.com/social-network/stanchi-di-facebook-ecco-come-cancellare-il-profilo/" target="_blank">facebook</a>. Qui di seguito potete leggere alcune loro <strong>testimonianze</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Ci avete chiamato gli angeli del fango&#8230; Ma noi nel fango siamo abituati&#8230; ci sappiamo muovere bene. Siamo solo un movimento di giovanissimi e non&#8230; Che ama la palla ovale&#8230; corso in aiuto della propria citta&#8217;&#8230; Della propria gente&#8230; Siamo persone normali&#8230; &#8220;fatte di cose semplici&#8221;&#8230; tanto rispetto, altruismo e ricchi e forti di quei valori impartiti da chi ci ha preceduto&#8230; Siamo semplicemente quello che tutti dovrebbero essere in una societa&#8217; che funziona&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Noi siamo abituati per scelta a confrontarci sportivamente e agonisticamente in tante battaglie&#8230; Ogni partita e&#8217; una sfida che si deve affrontare&#8230; ma con una passione e un rispetto che forse pochi conoscono&#8230; Noi siamo cosi!!! Innamorati della vita e con il sorriso in tutto quello che facciamo&#8230; Perche&#8217; il nostro premio&#8230; Il terzo tempo ci consente di onorare il valore degli avversari&#8230; costruendo così una amicizia e fratellanza&#8230; che in questi momenti diventa visibile&#8230; tutti sono corsi alla chiamata&#8230; Tutti hanno abbandonato i colori della propria maglia per &#8220;giocare&#8221; in questa meravigliosa squadra di volontari&#8230; di amici&#8230; in aiuto della gente che in un attimo ha perso tutto&#8230; senza pensarci un secondo con instancabile dedizione e disponibilita&#8217;&#8230; Questi siamo noi ,&#8221; QUELLI CHE NEL FANGO SI MUOVONO BENE&#8221;.</em></p>
<p><object width="435" height="326"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/naFVEBRVrKc?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/naFVEBRVrKc?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="435" height="326" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="text-align: justify"><em>&#8220;E per oggi abbiamo finito&#8230; Tornati a casa sfiniti&#8230; Anche oggi siamo stati numerosi e in forze&#8230; (Cus Savona-Mastini Rugby Milano e tutti i volontari aggiunti, Grazie) e ci siamo spostati di negozio in negozio fino ad arrivare ancora sulle alture di San Gottardo per poi andare in centro e li terminare&#8230; </em><em>Domani la chiamata continua il lavoro non è certo finito&#8230; Invito ancora una volta tutti a farsi trovare al punto di ritrovo ormai noto in Piazza Manzoni dal Municipio ore 10.00 am. </em><em>Genova ha ancora bisogno di noi!!!&#8221;</em></div>
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		<title>RWC 2011: un finale sofferto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2311" class="wp-caption aligncenter" style="width: 427px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/scotland-pumas/" rel="attachment wp-att-2311"><img class="size-full wp-image-2311" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/Scotland-pumas.jpg" alt="" width="417" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Scozia - Argentina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Mondiale</strong> è giunto agli sgoccioli. Dopo questa <em>full immersion</em> nel rugby stellare durante la quale ho fatto una considerevole fatica a mantenere la testa fuori dalle acque per poter respirare, vedo il profilo della terraferma con un certo sollievo. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ne abbiamo viste di tutti i colori</strong> e non solo sulle facce dipinte dei tifosi, sulle bandiere o sulle maglie degli atleti, tutti aspetti ben accetti e divertentissimi da vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi riferisco al <strong>gossip</strong>, agli <strong>eventi inutili e noiosi</strong> che hanno fatto da contorno al piatto di portata principale. Il gioco della palla ovale, secondo me, non ha bisogno di contorni insipidi o piccanti per risplendere in tutta la sua gloria. Rimango e rimarrò sempre dell’idea che il rugby è fondamentalmente <strong>sudore, sangue e terra</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <strong>Inglesi</strong> non andati in Nuova Zelanda per partecipare al Mondiale o per riempire le pagine dei rotocalchi con <strong>notizie di basso livello?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce dei fatti la loro fama si sta scollando come quei numeri che pendevano flosci dalle magliette nere, ostentate a sbeffeggiare i padroni di casa. <strong>Se ne sono andati con la coda fra le gambe</strong> e meno male, era l’unica cosa che potevano fare, e con tutta sincerità ne sono stata felice. In campo li ho visti male, mentre <strong>nelle attività extra </strong>mi sono parsi molto impegnati e ben predisposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Rufting, <strong>bungee jumping</strong> durante il quale <strong>Easter rimane infortunato prima del match con la Georgia</strong> (premio alla furbizia), <strong>tuffo di Tuilagi</strong> dal traghetto (no comment), per non parlare di quegli acumi di intelligenza di <strong>Haskell &amp; Co.</strong> che si lasciano andare a commenti pesanti ai danni di una cameriera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ostentate espressioni di machismo</strong> che non servono a nulla, meglio quello che trasuda dai pori dei tanto criticati <strong>Springboks</strong>, almeno quello è genuino; almeno quello è espresso su un campo da gioco, attraverso le loro espressioni dure, gli impatti devastanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciliegina sulla torta: ecco che il rugbyman che profuma di regalità – <strong>Mike Tindall</strong> – si fa beccare a <a title="La notte brava di Mike Tindall" href="http://www.corriere.it/sport/speciali/2011/rugby-coppa-del-mondo/notizie/1709-tindall-notte-brava_26192ea6-e0b0-11e0-aaa7-146d82aec0f3.shtml" target="_blank"><strong>pomiciare fuori da un locale</strong></a> a neanche due mesi dalle nozze. Ora, non ho niente contro il pomiciamento e Tindall è libero di mettere le corna alla regale Zara, ma, <em>Santo Cielo</em>, non farti beccare!</p>
<p style="text-align: justify;">Un bacetto e una toccatina hanno fatto <strong>il giro del mondo</strong>! Cosa ci ha guadagnato: uno smaronamento mondiale e la comparsa della dolce mogliettina che <a title="Zara Phillips va a riprendersi Tindall" href="http://mondovale.corriere.it/2011/09/22/zara-phillips-va-a-riprendersi-il-frigorifero/" target="_blank">è piombata come un condor</a>  in  Nuova Zelanda. Speravo di vedere il naso storto di Tindall raddrizzato da un <strong>gancio di Zara</strong>, non è successo. Forse glielo raddrizzerà fra le mura domestiche con due pugni: uno per le corna, ed uno per essere tornati a casa dopo una pessima figura.</p>
<p style="text-align: justify;">E pensare che hanno sprecato critiche negative sui calci piazzati a vuoto da <strong>Jonny Wilkinson</strong>! Poveretto, sicuramente si allenava da solo mentre tutti gli altri erano impegnati in attività extra rugbystiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato che “teste calde” come <strong>Chabal</strong> non sono state ammesse  al mondiale, sarebbe stato bello sentire i suoi commenti e personalmente mi è mancato molto sia come atleta sia come personaggio. A proposito di Francesi, mentre gli Inglesi si divertivano i <strong>Galletti</strong> si scannavano nel loro pollaio: con il risultato che la loro attività almeno <strong>li ha portati in finale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vengo a commenti più tecnici, per quanto me lo permetta la mia bassa competenza in materia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Italia</strong>. Beh, mi spiace dirlo, ma è stata deludente. Come ha detto Castrogiovanni non basta giocare per 40 minuti, no, non basta più. L’hanno spuntata con Russia e USA, ma erano vittorie un po’ scontate, non potevamo certo pensare di spuntarla con l’Irlanda, si sapeva fin dall’inizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Galles</strong>. Sono stata contenta di vederlo dove è arrivato. Giocano bene, sono giovani, hanno entusiasmo e capacità, non fanno sparlare di sé. Tutto meritato, senza macchie. Il Galles ha un <strong>glorioso passato</strong> alle spalle e <strong>spero che possa ancora fare parte del suo futuro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le partite che mi sono piaciute di più?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Irlanda – USA</strong>. Sebbene il risultato fosse scontato il match mi ha divertito tantissimo. Vedere gli <strong>Eagles</strong> è stata una piacevole sorpresa, non tanto dal punto di vista tecnico – negli USA il rugby non è uno sport molto popolare – quanto dal punto di vista strettamente coreografico. <strong>Sono molto… americani</strong>, a cominciare dai loro sorrisi dopo il match perso, sino ad arrivare ai fantasiosi travestimenti dell’entusiasta tifoseria: <strong>quanti super eroi fra il pubblico</strong>, sembrava di essere ad Hollywood!</p>
<div id="attachment_2312" class="wp-caption aligncenter" style="width: 264px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/usa-fans/" rel="attachment wp-att-2312"><img class="size-medium wp-image-2312" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/USA-Fans-200x300.jpg" alt="" width="254" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">Wonder Woman al Mondiale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare – concedetemelo perché ci sta – dello <strong>splendido capitano Todd Clever.</strong></p>
<div id="attachment_2313" class="wp-caption aligncenter" style="width: 252px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/todd-clever-1/" rel="attachment wp-att-2313"><img class="size-medium wp-image-2313" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/todd-clever-1-203x300.jpg" alt="" width="242" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Todd Clever</p></div>
<p style="text-align: justify;">A proposito, date una letta a <a title="Uenuku: abecedario del rugbista perfetto - di Stefania Mattana" href="http://ilgrillotalpa.wordpress.com/2011/09/22/uenuku-abecedario-del-rugbista-perfetto-insomma-quello-bello/" target="_blank">un simpaticissimo articolo di Stefania Mattana</a>, ne vale la pena.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scozia – Argentina</strong>. Da che parte stavo? Da tutt’e due e ho sofferto come una bestia. Il solito nodo in gola mentre ascoltavo per l’ennesima volta lo splendido “<strong>Flower of Scotland</strong>”, <em>ahimé</em> senza le cornamuse. Adoro questa squadra. E mentre il mio cuore cavalcava ancora le sue note con visioni di kilt e facce dipinte di blu è stato afferrato dall’onda dell’inno argentino ed è naufragato nelle <strong>lacrime che i Pumas non si curano di nascondere</strong> ogni volta rendendoli ancora più uomini. Una <strong>partita equilibrata</strong> fra due squadre fondamentalmente simili seppure così lontane; un match che mi ha emozionato sino al midollo e che mi ha lasciato con l’amaro in bocca per la Scozia e la gioia nel cuore per i Pumas. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una sintesi di questi miei pensieri è l&#8217;<strong>immagine d&#8217;apertura</strong>: la più bella del Mondiale, secondo me.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Australia – Sudafrica</strong>. Dichiaro la mia neutralità. Mi piacciono gli <strong>Wallabies</strong>: splendidi, veloci, giovani, sul campo volano come uno stormo di canarini… taglia extra strong. Si sono fatti un mazzo spaventoso contro il Sudafrica, ancora una volta abrasivo, devastante. Come si fa a non rimanere a bocca aperta guardandoli, come si fa a non inchinarsi davanti a tanta dimostrazione di forza e potenza? Una cosa avrei gradito, che <strong>Bismarck Du Plessis</strong> fosse in campo sin dall’inizio, forse avrebbe fatto la differenza: <strong>è un leone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pumas – All Blacks</strong>. Cavolo, si sapeva come andava a finire, ma la <strong>passione, il cuore e la durezza dei Pumas è ammirevole</strong>. L’Argentina è una bella squadra e merita di essere entrata finalmente a far parte del torneo australe. Contro la Nuova Zelanda si sono fatti onore e gli si deve ancora più rispetto e considerazione per il loro comportamento <a title="I festeggiamenti dei Pumas" href="http://www.canchallena.com/1413272-los-pumas-se-despidieron-del-mundial-con-la-cabeza-en-alto" target="_blank">dopo la partita: hanno cantato e festeggiato</a>. Gli All Blacks? Beh, sono gli All Blacks. Punto. Prima del match un momento toccante: <strong>Mils Muliaina ha festeggiato</strong>, acclamato dal pubblico, <strong>le sue 100 presenze</strong>. Gli occhi arrossati e la commozione dipinta sul suo viso è stata toccante. Dopo non sarà più degli All Blacks anche se, come ben sappiano, All Blacks si rimane per tutta la vita. <strong>Un atleta eccezionale Mils</strong>, pulito, competente, corretto, <strong>ma soprattutto una bella persona, un grande uomo dal cuore grande</strong>. Il suo <a title="Video: Mils will be missed" href="http://www.stuff.co.nz/5762981/RWC-2011-Mils-will-be-missed/" target="_blank">discorso ai media</a> ne è un piccolo assaggio.</p>
<div id="attachment_2316" class="wp-caption aligncenter" style="width: 243px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/mils-muliaina/" rel="attachment wp-att-2316"><img class="size-medium wp-image-2316" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/mils-muliaina-200x300.jpg" alt="" width="233" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Mils Muliaina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non resta che trattenere il fiato ancora un poco, godiamoci la fine delle danze e poi ritorniamo alla normalità. Si tireranno le somme, <strong>ognuno laverà i panni sporchi in casa propria</strong>, vi saranno inevitabili cambi ai vertici, ma la cosa importante è che tutto ciò avvenga con <strong>dignità e rispetto per il Rugby</strong> e per quella folta schiera di buffi scalmanati che ad ogni occasione si travestono divertendosi manco fosse Carnevale.</p>
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		<title>KIA ORA! Al via il Rugby World Cup 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 16:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Danze. Termine azzardato? Assolutamente no. I rugbyman sono in fondo splendidi ballerini con il fisico da Bronzi di Riace che si muovono sul campo regalandoci performance dotate di potenza, forza, perfezione e grazia. Rugby World Cup esaltazione ultima, dove ultima sta a meta finale, premio ambito dopo lunghi ed estenuanti sforzi. Ancora una volta volti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_2240" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/kia-ora-al-via-il-rugby-world-cup-2011/attachment/eden-park/" rel="attachment wp-att-2240"><img class="size-medium wp-image-2240" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/09/eden-park-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Eden Park -</p></div>
</div>
<p style="text-align: justify">Danze. Termine azzardato? Assolutamente no. I rugbyman sono in fondo splendidi ballerini con il fisico da Bronzi di Riace che si muovono sul campo regalandoci <strong>performance dotate di potenza, forza, perfezione e grazia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><a title="Sito ufficiale del Rugby world cup" href="http://www.rugbyworldcup.com/" target="_blank"><strong>Rugby World Cup</strong></a> esaltazione ultima, dove ultima sta a meta finale, premio ambito dopo lunghi ed estenuanti sforzi. Ancora una volta volti noti, star del rugby, squadre di indiscussa bravura, quasi infallibili. Veterani del calibro di <strong>Jonny Wilkinson</strong> o <strong>Simon Shaw</strong> con sulle spalle già qualche mondiale e qualche vittoria: per loro questa sarà l’ultima occasione da incorniciare nella galleria della loro memoria. <strong>Tanti i giovani alla loro prima esperienza</strong>, numerosi gli atleti sconosciuti che forse non supereranno neppure il primo turno, ma <strong>tutti  ugualmente degni.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Da piccola restavo letteralmente appiccicata alla TV per godermi la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. Incuriosita, affascinata, ammiravo lo sfilare delle varie Nazioni: le bandiere, i colori delle tnute sportive, i tratti somatici, i volti. Allora vedevo in quel miscuglio di razze <strong>un mondo unito sotto un’unica bandiera: lo sport</strong>. Ora, con molti anni in più e molta ingenuità in meno, sono rimasta incollata a godermi la cerimonia di apertura della <strong>Rugby World Cup 2011</strong></p>
<p><object width="435" height="270"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DhI-8au4bO0?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DhI-8au4bO0?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="435" height="270" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify">con lo stesso entusiasmo di allora, ma con molta più consapevolezza e con la grande differenza che stavo seguendo l’inizio di un Mondiale di uno Sport che adoro. Il pathos e la febbre erano già saliti alle stelle nelle settimane precedenti ogni qual volta leggevo una notizia che questa o quella squadra aveva raggiunto la Nuova Zelanda. Con il cuore in gola e con un nodo nello stomaco finalmente tutto ha avuto inizio.</p>
<p style="text-align: justify">E’ sera a <strong>Auckland</strong> e l’<strong>Eden Park</strong> risplende di migliaia di lucine come un cielo gremito di stelle. Mette i brividi. La cerimonia iniziale si rifà alla cultura <strong>Maori</strong>, ma onorerà le Nazioni invitate ed il gioco del Rugby, perché la storia di questo sport si scrive in Nuova Zelanda: <strong>riti, tradizione, appartenenza, ricchezza culturale e naturalistica. </strong>Sono i Maori i protagonisti indiscussi di questa splendida cerimonia e ci conducono per mano attraverso l’allegoria della vita riuscendo perfettamente a comunicare quanto il Rugby sia in fondo allegoria della vita stessa.</p>
<p style="text-align: justify">Canti, simboli, colori e luci: <strong>il richiamo dell’energia dall’universo</strong>. Un raggio parte dalla Terra dalla lunga nuvola bianca per raggiungere le 19 Nazioni invitate a cui è diretta la chiamata. <strong>I popoli rispondono e si uniscono</strong> perché l’Uomo è uno, nello spirito e nel cuore. <strong>Inizia il viaggio</strong>: dai quattro angoli del mondo partono le piroghe, si congiungono, si mischiano. Laggiù, sul palcoscenico dell’Eden Park, in un armonioso crescendo emozionale si formano due enormi <strong>pesci martello, simbolo di aggressività</strong>, che si scontrano su un immenso ovale luminoso. Il Rugby. Poi  è <strong>Haka</strong>, splendida, intensa, che rilascia tutta l’energia guerriera di un vulcano.</p>
<div id="attachment_2259" class="wp-caption aligncenter" style="width: 363px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/kia-ora-al-via-il-rugby-world-cup-2011/attachment/ovale/" rel="attachment wp-att-2259"><img class="size-medium wp-image-2259" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/09/ovale-300x202.jpg" alt="" width="353" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">Il bimbo e la regina</p></div>
<p style="text-align: justify">L’emozione che mi chiude la gola si stempera addolcendosi quando un bambino con un grande pallone ovale fra le mani, sfidato da cento  gladiatori, interpreta il gioco del rugby: <strong>la sfida, gli ostacoli insormontabili</strong> che deve superare, la realizzazione del suo sogno. <strong>La meta, il premio, nel  gioco e nella vita</strong>. E mentre in alto risplende <strong>la regina del Rugby</strong>, una palla ovale di ben 4 metri, bianca, luminosa e bellissima non poteva che apparire <strong>Jona Lomu: campione di rugby, ma campione anche nella vita.</strong></p>
<div id="attachment_2260" class="wp-caption aligncenter" style="width: 295px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/kia-ora-al-via-il-rugby-world-cup-2011/attachment/jona-lomu/" rel="attachment wp-att-2260"><img class="size-medium wp-image-2260" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/09/jona-lomu-224x300.jpg" alt="" width="285" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Jona Lomu</p></div>
<p style="text-align: justify">Quando <strong>lo stadio esplode in uno spettacolo pirotecnico</strong> mozzafiato la tensione accumulata si scioglie e da inguaribile idealista e romantica quale sono mi sento unita a tutti quelli che come me amano questo sport. Siamo tutti là in quell’enorme logo della RWC formato dalle comparse, un enorme ovale che ha i colori del pianeta Terra: azzurra, bianca e verde. <strong>Una Terra ovale</strong>. Se fossi lì piangerei. E mentre Eden Park si prepara alla prima sfida, <strong>Tonga-All Blacks</strong>, <strong>la festa coinvolge la città</strong>: canti Maori, cornamuse, musica, tradizione e modernità. Infine il cielo notturno esplode in uno spettacolo pirotecnico superbo.</p>
<div id="attachment_2261" class="wp-caption aligncenter" style="width: 400px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/kia-ora-al-via-il-rugby-world-cup-2011/attachment/auckland/" rel="attachment wp-att-2261"><img class="size-full wp-image-2261" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/09/auckland.jpg" alt="" width="390" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">Fantastica Auckland</p></div>
<p style="text-align: justify">Ora. che le danze abbiano inizio.</p>
<p style="text-align: justify">Sono ansiosa di vedere i nostri ragazzi azzurri e gli auguro di coronare il sogno del Mondo Ovale italiano di un buon piazzamento, ma non sarò di parte. Non mi interessano il business, il mercato, gli scoop o le critiche. Voglio vedere la passione dei <strong>Pumas</strong>, la fierezza dell’Inghilterra, la fantasia dei <strong>Les Bleus</strong>, gli svolazzi degli <strong>Wallabies</strong> e l’infallibilità degli All Blacks messa a dura prova. Voglio sciogliermi per l’ennesima volta ascoltando <strong>l’inno della Scozia</strong> e la storia che sta dietro le parole di quello del Galles e dell’Irlanda. Voglio scoprire le squadre sconosciute e “minori”. <strong>Voglio vedere il Rugby</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Dal 9 settembre al 23 ottobre  gli occhi del mondo sportivo saranno puntati sulla splendida Terra dalla lunga nuvola bianca. Al di là degli onori che spetteranno a chi ne uscirà vincitore ci sarà comunque un unico risultato: <strong>l’integrità e la nobiltà del Rugby.  Fatica, sangue e sudore.</strong></p>
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