6 dicembre 2008

Usain Bolt
L’uomo più veloce del mondo su una delle macchine più veloci del mondo. Usain Bolt è stato sorpreso sulle strade di Montecarlo a bordo di una Ferrari. Una F430 Spider, non una formula uno, per intenderci. Per un attimo sembrava riproporsi il cliché del campione dello sport accanto capace di varcare la frontiera ed eccellere anche nell’altrui disciplina.
Qualche tempo fa era toccato a Valentino Rossi testare le sue capacità all’interno di un abitacolo della Rossa. Per lui era stato più semplice scendere dalla sella della Yamaha per dedicarsi alle quattro ruote. E tutti lì a sognare di vederlo vincere anche in Ferrari.
Dopo quella comparsata sulla pista di Fiorano, invece, non se ne fece nulla. Rossi, semmai, si diletta con il rally. Tra un MotoGp e un altro.
Per l’oro pechinese e il recordman dei cento metri, Usain Bolt il discorso è assai diverso. Lui non ci pensa nemmeno a rinunciare ai suoi poderosi arti inferiori o ad utilizzarlisoltanto per pigiare pedali da gara. Non gli serve un cambio rapidissimo di pneumatici per sbaragliare la concorrenza sul tartan. La Ferrari gli piace, sì. Ma l’utilizzo è tutto mondano e costa intorno ai 175.000 euro. Il prezzo della F430, per l’appunto. Anche la scelta dei circuiti su cui farsi notare, evidentemente, ha un’ispirazione mondana.
Raikkonen e Massa, dopo aver ceduto il titolo mondiale di formula uno a Hamilton, possono dormire sonni tranquilli. Bolt non li lascerà a piedi. Altrimenti chissà quanto dopo di lui arriverebbero…
3 dicembre 2008

Batman e Robin alla maratona del fango dell'Hampshire
Chi l’ha detto che Batman è spacciato? Nonostante le dicerie di Fanzinarte, blog specializzato in boutade, il mitico eroe del pipistrello (pubblicità occulta alla Bacardi?) è vivo, forte e si diverte come un matto. Eccolo sorpreso in compagnia del fido Robin mentre corre una maratona. Ma non una maratona qualsiasi, bensì quella dell’Hampshire. Se nel Maghreb si misurano con la Maratona del deserto, nel Regno Unito preferiscono più umidità.

Un momento della maratona del fango
Così, una delle corse più folli (e uin po’ stupide) del mondo si sviluppa lungo un percorso di fango. E siccome la cosa di per sé non è evidentemente abbastanza scema, i partecipanti spesso vi si buttano indossando costumi molto particolari. Noi continuiamo a preferire che nel fango si tengano i match di lotta libera tra donne in bikini. Ma contenti loro…
17 novembre 2008


Forse solo gli appassionati di atletica leggera più attenti ricorderanno i muscoli scolpiti e i capelli a spazzola di Yvonne Buschbaum, astista tedesca che nel 2002 tentava di strappare alla collega Yelena Isinbayeva il suo posto al sole sul podio. La Buschbaum - medaglia d’oro juniores, terza agli Europei di Berlino, seconda agli indoor di Vienna - solo fino a un anno fa saltava con l’asta fino a quattro metri e settanta e la sua carriera sembrava avviatissima verso nuovi, strepitosi traguardi.
Invece, all’atleta ventisettenne si è parata davanti una serie di infortuni da appendere un cornetto rosso al collo. E sapete cosa è successo dopo? E’ successo che lei, Yvonne, è diventata un lui, Balian. “Ho vissuto da sempre in un corpo sbagliato. Sono costretta ad essere donna, ma in realtà mi sento un uomo” dichiarava la Buschbaum un anno fa. E allora ecco le cure ormonali (che hanno impedito a Balian, d’ora in avanti lo chiameremo col suo nuovo nome, di partecipare alle Olimpiadi di Pechino) e una vita che ricomincia nel corpo da sempre desiderato. Balian non salta più, ma è rimasto nel mondo dello sport in veste di allenatore e ha preso parte all’ultima Coppa Europa di atletica c on la squadra tedesca.
Balian Buschbaum ora è felice. “Questa nuova vita mi piace“, racconta sul suo sito www.pole-it-buschbaum.de.
Auguri.
9 settembre 2008

Dopo che le Olimpiadi per normodotati gli erano state negate, il sudafricano Oscar Pistorius (di cui mi ero già occupata lo scorso anno) ha lasciato la sua firma sulle Paraolimpiadi di Pechino, aggiudicandosi la medaglia d’oro nei 100 metri. Questo ragazzo, dalla grande tenacia e determinazione, non smette di ammagliare il mondo con le sue imprese incredibili.
Nella gara dei 100 metri T44 (quella, cioè, riservata agli amputati di una sola gamba al di sotto del ginocchio) si è imposto con il tempo di 11”17’ sugli americani Jerome Singleton e Brian Fresure. Settimo posto per l’azzurro Heros Marai con il tempo di 12”25’.
Nei prossimi giorni Pistorius tornerà in pista per disputare la gara dei 200 e dei 400 metri cercando di dimostrare ancora una volta di essere lui il più forte.
10 marzo 2008

Dopo aver battuto il record più vecchio dell’atletica femminile, quello stabilito nel 1982 a Parigi da Gabriella Dorio, Elisa Cusma ieri si è classificata sesta nella finale degli 800 metri ai Mondiali Indoor di Valencia con il tempo di (2′03″76). “Per me migliorare questo primato – aveva dichiarato dopo la semifinale la sempre emozionatissima atleta azzurra - è stato come battere la Mutola. Dorio è un mito per me, ha vinto le Olimpiadi di Los Angeles nei 1500, mi ricordo una volta che mi ha salutato, a un raduno, mi batteva forte il cuore… In finale non mi aspetto nulla, perché sono davvero tutte fortissime: io sono già felice di essere tra le prime sei al mondo. Non credevo che il record sarebbe arrivato in questo Mondiale”. Ed in finale ha sicuramente pagato l’estremo sforzo del giorno precedente. La giovane mezzofondista modenese, comunque, sembra ormai inarrestabile. Le sue prestazioni sono migliorate in maniera esponenziale nel giro di due anni. Non rimane che aspettare le Olimpiadi di Pechino per vedere cosa riuscirà a fare. Ma tutti noi siamo convinti che ce ne farà vedere delle belle. Forza Elisa!