
Oggi non si parla d’altro che dell’atleta sudafricana Caster Semenya che ieri ha stravinto la finale degli 800 metri ai mondiali di atletica di Berlino e sui dubbi sorti intorno al suo sesso. Sono stata incerta fino all’ultimo momento sullo scrivere qualcosa a tal proposito perché fomentare queste stupide polemiche (sorte sulle dichiarazioni rilasciate dalla nostra atleta Elisa Cusma alla fine della gara, dove è arrivata sesta) mi sembra sterile e soprattutto un’inutile spettacolarizzazione a favore di sciacalli.
Credo che rilanciare e amplificare all’inverosimile su tutti i media alcune battute fatte alla fine di una gara (ma qualcuno l’ha sentita l’intervista della Cusma prima di montare tutto questo casino assurdo?) e cavalcare l’onda della polemica su un argomento così stuzzicante e pruriginoso sia facile ma altrettanto poco dignitoso. Tutti abbiamo pensato intimamente vedendola correre che Caster Semenya non potesse essere una donna. Le battute da bar sono divertenti e fanno ridere quando rimango ad un livello privato, ma pompare tutta questa faccenda a questi limiti mi provoca una sorta di fastidio e mi fa vergognare per essere stata complice involontaria di questa morbosità globale.
La Iaaf adesso farà tutti i controlli del caso (non voglio sapere come perché al sol pensiero inorridisco) per verificare il sesso della strepitosa atleta Sudafricana. Bel modo per i media di complimentarsi con una 18enne, dalle doti atletiche strepitose ma dall’aspetto decisamente poco avvenente, e strumentalizzare le parole, probabilmente non ben calibrate, di un’atleta delusa dal risultato finale della gara che ha appena disputato.
La tanto chiacchierata intervista
Stupisce leggere una presa di posizione simile in italia.
brava/o, la penso anch’io così! =)
Perchè dovresti inorridire? I controlli sono semplicissimi: basta un esame del cariotipo, cioè della mappa cromosomica. Si fa con un normale prelievo del sangue, niente di umiliante o fastidioso.
Doveroso però, perchè il dubbio che si tratti di un transessuale è legittimo. Se poi invece è davvero una donna tanto meglio per lei, chiuderà la bocca ai maligni.
Inorridire nel senso che credo sia una procedura abbastanza invasiva stabilire la sessualità della persona, anche perché si parla di controlli che si protraggono nel tempo. Naturalmente se il dubbio esiste è giusto accertare. Quello che mi infastidisce è il trasformare questa ragazza (scusa ma io credo sia tale) in un mostro da sbattere in copertina. In fondo il suo tempo non è nulla di eccezionale se paragonato al record del mondo (1’53″28) stabilito nel 1983 da Jarmila Kratochvílová (anche lei non proprio un fiore di ragazza).
ti confondi… non viene stabilità la sessualità della persona (che è privata e non interessa a nessuno), viene stabilito il suo sesso.
Scusami tantissimo, la mia è stata un’imperdonabile imprecisione! Natuaralmente della Semeyna verrà stabilito il sesso non certo la sessualità.
[...] verifica del sesso e per le loro conseguenze”. La Semenya, 18 anni, è da mesi al centro di una polemica a proposito della sua identità sessuale, scoppiata subito dopo la vittoria negli 800 metri ai Mondiali di Berlino. La Iaaf ha aperto [...]