Tag: arbitro

Svizzera: l'arbitro reagisce e mostra il dito medio ai tifosi

21 settembre 2009

massimo-busacca1

L’arbitro ticinese Massimo Busacca reagisce agli insulti dei tifosi sugli spalti e mostra il dito medio. E’ successo durante la partita di Coppa Svizzera tra FC Baden-Young Boys allo stadio Esp di Fislisbach, in Svizzera. Dagli spalti sono partiti grida ed insulti per il direttore di gara che ha perso totalmente il controllo ed ha alzato il dito medio verso la curva giallo nera. “Se è veramente successo  che ho mostrato il dito medio – ha dichiarato Busacca – è stata una reazione umana. Me ne dispiace. Sono stato offeso e provocato dal primo minuto. Non ho mai visto tanta esasperazione dall’inizio di una partita, una maleducazione inaccettabile per qualsiasi sportivo.

(continua…)

Calcio: espulsione temporanea con il cartellino arancione

25 febbraio 2009

arbitri1

In alcuni sport è già presente: nel rugby si chiama “sin bin”, nell’hockey “bad box”, in altri, semplicemente, “espulsione temporanea”. E adesso si vuole introdurla anche nel calcio. Stiamo parlando di una sanzione che si dovrebbe posizionare a metà strada fra l’espulsione, quella decretata dal cartellino rosso, e l’ammonizione, il classico cartellino giallo.

Il colore che l’arbitro dovrebbe estrarre in questo caso sarebbe l’arancione, e il giocatore che se lo vedrebbe sventolare sotto il naso andrebbe ad accomodarsi in panchina per dieci minuti.

I condizionali naturalmente sono d’obbligo, in quanto tutto è ancora a livello di mozione.

L’International Board, l’organo preposto alla valutazione dei cambiamenti delle regole, nella riunione che si terrà sabato 28 febbraio avrà, fra le altre cose, il compito di decidere se e quando iniziare gli esperimenti.

Il presidente dell’UEFA Michel Platinì è entusiasta, ma c’è ancora molto da definire. Cosa succederà, ad esempio, se a cadere nella trappola del cartellino arancione fosse il portiere? L’allenatore avrebbe la possibilità di sostituire un altro calciatore con il numero 1 di riserva, per poi sistemare tutti ai rispettivi ruoli dopo dieci minuti?

L’idea è allettante e si va a posizione fra alcune proposte che intendono dare una scossa al mondo del calcio, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia delle giacchette nere, sempre più nell’occhio del ciclone a causa dei numerosi errori commessi ormai ogni domenica.

La presenza in campo di tre fischietti, ovvero di due “giudici di area” che aiuterebbero l’arbitro a valutare gol fantasma, simulazioni, falli di mano e scorrettezze varie, dovrebbe essere solo questione di tempo, mentre sembra essere naufragata l’idea della moviola in campo.

Arbitro interrompe la partita: espulso un pappagallo

5 febbraio 2009

pappagallo espulso da arbitro di calcio

Non era mai capitato prima che un arbitro di calcio dovesse interrompere la partita per espellere nientemeno che…un pappagallo. Il fatto, singolare e senza precedenti, è accaduto durante la sfida fra Hertford Heath e Hatfield Town, squadre del campionato dilettanti dell’Hertfordshire Senior Centenary Trophy, nell’Inghilterra orientale. Il motivo? Il pennuto imitava perfettamente il fischio dell’arbitro, mandando ripetutamente in tilt i giocatori.

Il protagonista della vicenda si chiama Me-Tu, un pappagallo senegalese di 9 anni dai colori vivaci, che la tifosissima signora Irene Kerrigan, sua padrona, è solita portare con se ogni volta che va ad assistere ad una partita della sua squadra.

Quel giorno di fine gennaio però, Me-Tu era particolarmente agitato: oltre ad imitare il fischietto dell’arbitro, ha rivolto ai giocatori epiteti e parole un po’ troppo colorite.

Tanto è bastato al direttore di gara, il signor Gary Bailey, per avvicinarsi al pennuto e alla sua padrona con il cartellino rosso bene in vista, invitando entrambi a lasciare lo stadio: “Ho espulso poche persone nella mia carriera – ha dichiarato il 45enne arbitro al Daily Sport – ma di certo non mi era mai capitato di farlo con un pappagallo”.

La signora Kerrigan però non ci pensa minimamente ad andare allo stadio senza il suo adorato pennuto. “Me-Tu adora il calcio, e quindi lo riporterò al campo il prossimo sabato”.

E a darle manforte ci pensa anche il presidente del Hatfield Town, Ted Collie: “L’intera faccenda era a dir poco esilarante, con questo pappagallo capace di imitare il fischio dell’arbitro ad ogni azione la partita si era trasformata in un caos. Ma se uno può portare il proprio cane a vedere la partita non vedo perché dovrebbe essere diverso per un pappagallo”.

Ammonire l’arbitro? No, we can’t

7 novembre 2008

Barack Obama è il prossimo presidente degli Usa e le pessimistiche previsioni sulla improbabilità che un politico di colore entrasse alla Casa Bianca sono andate a farsi friggere. Il programma di governo di Obama è incentrato su energie pulite e ambiente e promette 5 milioni di posti di lavoro in questo settore (e l’Italia con le sue indecisioni sul tema ecologia e i suoi mancati milioni di posti di lavoro arrossisce ancor di più). Obama è giovane, nero e sembra essere il cambiamento fatto persona. Il mondo (evviva) è a testa in giù.

Ma forse c’è qualcuno che lo slogan “Yes, we can” lo ha preso troppo alla lettera. O forse quel qualcuno ha pensato che nell’euforia politica mondiale il suo gesto ribelle potesse passare inosservato. Quel qualcuno è Andre Luiz, calciatore della brasiliana Botafogo. Durante la partita di Coppa Sudamericana contro gli Estudiantes argentini, l’arbitro ha concesso un fallo che a Luiz proprio non dev’essere andato giù. E che cosa ha pensato bene di fare il brasiliano, senza dubbio alcuno in quel momento in preda allo spirito rivoluzionario? Ha strappato il cartellino giallo dalle mani dell’esterrefatto arbitro e, lasciando a bocca i propri compagni, lo ha ammonito. Giusto il tempo di beccarsi da parte del suddetto fischietto un cartellino rosso che lo terrà lontano dai campi per molte, molte giornate di squalifica.

Già immaginiamo il troppo impulsivo Andre Luiz costretto a scrivere cento volte sulla lavagna, come uno scolaretto in punizione, la frase: “Ammonire l’arbitro? No, we can’t”.