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Arbitro interrompe la partita: espulso un pappagallo

5 febbraio 2009

pappagallo espulso da arbitro di calcio

Non era mai capitato prima che un arbitro di calcio dovesse interrompere la partita per espellere nientemeno che…un pappagallo. Il fatto, singolare e senza precedenti, è accaduto durante la sfida fra Hertford Heath e Hatfield Town, squadre del campionato dilettanti dell’Hertfordshire Senior Centenary Trophy, nell’Inghilterra orientale. Il motivo? Il pennuto imitava perfettamente il fischio dell’arbitro, mandando ripetutamente in tilt i giocatori.

Il protagonista della vicenda si chiama Me-Tu, un pappagallo senegalese di 9 anni dai colori vivaci, che la tifosissima signora Irene Kerrigan, sua padrona, è solita portare con se ogni volta che va ad assistere ad una partita della sua squadra.

Quel giorno di fine gennaio però, Me-Tu era particolarmente agitato: oltre ad imitare il fischietto dell’arbitro, ha rivolto ai giocatori epiteti e parole un po’ troppo colorite.

Tanto è bastato al direttore di gara, il signor Gary Bailey, per avvicinarsi al pennuto e alla sua padrona con il cartellino rosso bene in vista, invitando entrambi a lasciare lo stadio: “Ho espulso poche persone nella mia carriera – ha dichiarato il 45enne arbitro al Daily Sport – ma di certo non mi era mai capitato di farlo con un pappagallo”.

La signora Kerrigan però non ci pensa minimamente ad andare allo stadio senza il suo adorato pennuto. “Me-Tu adora il calcio, e quindi lo riporterò al campo il prossimo sabato”.

E a darle manforte ci pensa anche il presidente del Hatfield Town, Ted Collie: “L’intera faccenda era a dir poco esilarante, con questo pappagallo capace di imitare il fischio dell’arbitro ad ogni azione la partita si era trasformata in un caos. Ma se uno può portare il proprio cane a vedere la partita non vedo perché dovrebbe essere diverso per un pappagallo”.

Ammonire l’arbitro? No, we can’t

7 novembre 2008

Barack Obama è il prossimo presidente degli Usa e le pessimistiche previsioni sulla improbabilità che un politico di colore entrasse alla Casa Bianca sono andate a farsi friggere. Il programma di governo di Obama è incentrato su energie pulite e ambiente e promette 5 milioni di posti di lavoro in questo settore (e l’Italia con le sue indecisioni sul tema ecologia e i suoi mancati milioni di posti di lavoro arrossisce ancor di più). Obama è giovane, nero e sembra essere il cambiamento fatto persona. Il mondo (evviva) è a testa in giù.

Ma forse c’è qualcuno che lo slogan “Yes, we can” lo ha preso troppo alla lettera. O forse quel qualcuno ha pensato che nell’euforia politica mondiale il suo gesto ribelle potesse passare inosservato. Quel qualcuno è Andre Luiz, calciatore della brasiliana Botafogo. Durante la partita di Coppa Sudamericana contro gli Estudiantes argentini, l’arbitro ha concesso un fallo che a Luiz proprio non dev’essere andato giù. E che cosa ha pensato bene di fare il brasiliano, senza dubbio alcuno in quel momento in preda allo spirito rivoluzionario? Ha strappato il cartellino giallo dalle mani dell’esterrefatto arbitro e, lasciando a bocca i propri compagni, lo ha ammonito. Giusto il tempo di beccarsi da parte del suddetto fischietto un cartellino rosso che lo terrà lontano dai campi per molte, molte giornate di squalifica.

Già immaginiamo il troppo impulsivo Andre Luiz costretto a scrivere cento volte sulla lavagna, come uno scolaretto in punizione, la frase: “Ammonire l’arbitro? No, we can’t”.

Brasile: polizia in campo per arrestare giocatore

3 giugno 2008

Non sono bastati una decina di poliziotti in assetto anti-sommossa a placare l’ira funesta del difensore del Botafogo, Andre Luis, durante il match contro il Nautico. Il giocatore, dopo una doppia ammonizione che gli è costata il cartellino rosso, non ha accettato in modo molto sereno il giudizio arbitrale e ha dato in escandescenza, come il video dimostra ampiamente. Tutto è successo al 37’ del primo tempo durante un’azione di gioco abbastanza dura. Andre Luis ha cercato di convincere l’arbitro che stava commettendo un errore ma, rimanendo le sue suppliche inascoltate, si è avviato verso la panchina.

Prima di arrivarci ha provocato però i tifosi avversari con gestacci e, sembra, il lancio di una bottiglietta. La polizia è allora intervenuta facendo arrabbiare ancora di più il calciatore brasiliano, che ha iniziato a scalciare come un puledro impazzito per liberarsi dalla loro morsa, aiutato dai compagni di squadra. Alla fine, la gara è stata sospesa per 12 minuti, Andre Luis è stato arrestato, condannato per aggressione e oltraggio a pubblico ufficiale e sanzionato con un’ammenda di 10mila real (circa 4mila euro). Ciliegina sulla torta: il Botafogo ha perso 3-0 la partita. Va bene, la sua reazione non è stata pacifica, ma era proprio necessario trattarlo come un deliquente facendolo uscire di senno ancora di più?