Tag: doping

Guai per Mutu trovato positivo ai controlli anti-doping

28 gennaio 2010

Adrian Mutu1

Adrian Mutu, 31 anni, è risultato positivo alla sibutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame, ad un test disposto dalla commissione controllo antidoping del Coni ed effettuato il 10 gennaio al termine di Fiorentina-Bari. La gara si concluse 2-1 per i viola e il calciatore romeno realizzò un gol. In quell’occasione furono quattro i controlli mirati del Coni, due per squadra. Mutu è recidivo (nel settembre del 2004 fu squalificato 7 mesi per cocaina in Inghilterra ai tempi in cui militava nel Chelsea, club dal quale fu licenziato) e in base al codice Wada rischia una squalifica da 1 a 4 anni.

le reazioni — Il giocatore ha appreso la notizia mentre si stava allenando. Poco dopo il responsabile sanitario viola Paolo Manetti e il team manager Roberto Ripa raggiunto il romeno: i tre si sono allontanati per un colloquio destinato a comprendere meglio la situazione.

Corvino — Nel frattempo il ds Pantaleo Corvino, a Milano per il mercato, è stato informato da alcuni colleghi, e ha reagito con incredulità: “Ma cosa state dicendo?”. Poi ha lasciato l’Hilton per seguire personalmente gli sviluppi.

Continua su La Gazzetta dello Sport.

Bodybuilding: Susanna Torretta squalificata per doping

15 gennaio 2010

Susanna Torretta

Susanna Torretta torna all’attenzione delle cronache, stavolta suo malgrado. Ex dama di compagnia della contessa Vacca Agusta (scomparsa a Portofino nel 2001), passata poi con successo mediatico dall’«Isola dei Famosi», la Torretta ultimamente si era data al bodybuilding. E proprio la sua ultima passione l’ha tradita, per la fretta di prendere qualche scorciatoia che la aiutasse a scalare le classifiche del settore: pizzicata dal tribunale nazionale antidoping è stata squalifica per 2 anni e 6 mesi.

Un controllo incrociato dopo una gara disputata ad Asti ha riscontrato nel corpo della 38enne sostanze quali amiloride, clenbuterolo, furosemide, idroclorotiazide e clorotiazide: farmaci che aiutano a scolpire il fisico e che non si possono assumere in maniera inconsapevole.

Continua su Corriere della Sera.

Ciclismo: Rebellin deve restituire la medaglia d'argento olimpica

18 novembre 2009

Davide Rebellin

La commissione disciplinare del Cio ha fatto sapere al Comitato olimpico nazionale italiano che il ciclista Davide Rebellin deve restituire la medaglia d’argento vinta alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Rebellin, infatti, nei controlli antidoping era risultato positivo all’Epo-cera, agente stimolante dell’eritropoietina (una proteina-ormone prodotta dai reni che favorisce la produzione di nuovi globuli rossi nel midollo osseo con un’efficacia prolungata sull’organismo) spesso, putroppo, utilizzata dai ciclisti.

La Commissione Disciplinare del Cio - scrive il comitato olimpico internazionale – composta da Thomas Bach (Presidente), Gerhard Heiberg e Frank Fredericks (membri) ha squalificato dalla gara di ciclismo su strada maschile ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, dove si è classificato al secondo posto, l’atleta italiano Davide Rebellin. Saranno ritirate la medaglia e il diploma conseguiti nell’evento sopra menzionato. All’Uci – prosegue il Cio – è richiesto di modificare il risultato dell’evento sopra citato secondo quanto previsto dalle regole e di considerare le successive azioni di sua propria competenza. Al Comitato Olimpico Nazionale Italiano è richiesta la restituzione al Cio non appena possibile della medaglie e del diploma assegnati all’atleta in relazione all’evento sopra citato. Il Coni assicurerà il rispetto di questa decisione”.

Rebellin, naturalmente, dovrà restituire anche il premio assegnatogli dal Coni pari a 75mila euro.

Una Lonely Planet per la bicicletta a Milano

19 dicembre 2008

La copertina del libro "Milano è bella in bici"

La copertina del libro "Milano è bella in bici"

La bicicletta è uno strumento di resistenza nel mondo globalizzato degli sport. Oddio, quando essa non affoga nel doping. Ma questa è un’altra storia. Quella di cui oggi vogliamo parlare è relativa  a un libro uscito da pochissimo: “Milano è bella in bici“, scritto da Anna Pavan, edito da Meravigli (160 pagine, 10 euro).
La bicicletta è sì uno strumento di sport, ma anche di locomozione a misura d’uomo in città che stanno perdendo la dimensione umana. Questo libro propone 25 itinerari per sudare un po’ e guardare la città con altri occhi. Percorsi tematici: la Milano dei graffiti, la Milano dei giardini, la Milano delle fontane. Cose belle da vedere e che in automobile non è possibile osservare come si deva. La bicicletta può conciliare con le città. Sarebbe carino che ogni città si dotasse di una guida del genere. Penso alle piccole cittadine di provincia in Emilia o nella bassa Lombardia, dove l’uso della due ruote ecologica è già molto in voga.
“Milano è bella in bici” è ovviamente dedicata al capoluogo meneghino, ma vale la pena proporla al pubblico perché svela un approccio diverso alla bicicletta e potrebbe indicare una strada nuova anche al ciclismo. La migliore strada del futuro del ciclismo passa dal passato: riscoprire i valori del mondo osservato pedalando. Senza essere stressati da traguardi e velocità.

Giro d'Italia 2009: sul Vesuvio in gondola?

10 ottobre 2008

Non solo il ritorno a tre anni dal ritiro di Lance Armstrong (sarebbe la sua prima volta nel Belpaese), non solo la suggestiva partenza da Venezia (per l’occasione stanno già predisponendo le gondole a pedali), non solo il fascino del secolo tondo tondo (cent’anni e li dimostra tutti). Il Giro d’Italia 2009 non cessa di appiccicarsi addosso motivi d’interesse. L’ultimo, in ordine di tempo, è relativo al tracciato che scalerebbe il Vesuvio. Jamme, jamme, ‘ncoppa jamme ja…

E anche se non ci sarà Bettini, pazienza. Al di là della vulcanica trovata, il sospetto è che gli organizzatori non sappiano più cosa inventare per rigenerare la passione popolare per uno sport, il ciclismo, che nell’immaginario collettivo ormai è purtroppo diventato una gara a chi non si fa beccare dall’antidoping. Vince chi la fa franca.

Ancora ieri la Gazzetta dello Sport pubblicava sul suo sito la notizia di trenta casi sospetti d’autoemotrasfusione al Tour De France 2008. In pratica, a tre mesi dalla chiusura dalla competizione a tappe d’Oltralpe, c’è più d’un dubbio che qualche decina (due squadre di rugby, mica bruscolini) di atleti si ripuliva il sangue da zozzerie varie provvedendo con l’auto trasfusione.

La notizia ci permette di capire che:

  1. i testimoni di Geova non partecipano al Tour De France;
  2. l’Avis rappresenta un corteggiato sponsor tecnico;
  3. buon sangue talvolta mente.

Dalle nostre parti, gli organizzatori del Giro d’Italia non sapendo più a che santo votarsi hanno deciso di tentare la carta San Gennaro. Che di sangue notoriamente se ne intende…

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