Tag: Pechino 2008

Ciclismo: Rebellin deve restituire la medaglia d'argento olimpica

18 novembre 2009

Davide Rebellin

La commissione disciplinare del Cio ha fatto sapere al Comitato olimpico nazionale italiano che il ciclista Davide Rebellin deve restituire la medaglia d’argento vinta alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Rebellin, infatti, nei controlli antidoping era risultato positivo all’Epo-cera, agente stimolante dell’eritropoietina (una proteina-ormone prodotta dai reni che favorisce la produzione di nuovi globuli rossi nel midollo osseo con un’efficacia prolungata sull’organismo) spesso, putroppo, utilizzata dai ciclisti.

La Commissione Disciplinare del Cio - scrive il comitato olimpico internazionale – composta da Thomas Bach (Presidente), Gerhard Heiberg e Frank Fredericks (membri) ha squalificato dalla gara di ciclismo su strada maschile ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, dove si è classificato al secondo posto, l’atleta italiano Davide Rebellin. Saranno ritirate la medaglia e il diploma conseguiti nell’evento sopra menzionato. All’Uci – prosegue il Cio – è richiesto di modificare il risultato dell’evento sopra citato secondo quanto previsto dalle regole e di considerare le successive azioni di sua propria competenza. Al Comitato Olimpico Nazionale Italiano è richiesta la restituzione al Cio non appena possibile della medaglie e del diploma assegnati all’atleta in relazione all’evento sopra citato. Il Coni assicurerà il rispetto di questa decisione”.

Rebellin, naturalmente, dovrà restituire anche il premio assegnatogli dal Coni pari a 75mila euro.

Federica Pellegrini oro e record a Pechino

13 agosto 2008

Federica Pellegrini ha fatto l’impresa. Dopo la cocente delusione dei 400 stile libero di due giorni fa in cui era arrivata solo quinta, l’atleta di Mirano, ha sfondato il muro degli 1’55’’, e con lo strepitoso risultato di 1’54’’82 è la nuova regina del nuoto mondiale, nonché la prima italiana ad avere vinto un oro olimpico nei 200 stile libero.

Il nuovo record del mondo è un risultato incredibile ottenuto con una gara coraggiosa e di forza. Nella prima vasca Federica si è mantenuta in seconda posizione, poi ai 100 metri ha messo il turbo e ha preso in mano la gara dopo un passaggio da primato mondiale. Solo nell’ultima vasca la slovena Sara Isakovic ha cercato di avvicinarsi alla nuotatrice azzurra che aveva abbassato un po’ il ritmo di gara. Ma ormai la Pellegrini era lanciata per entrata nella storia del nuoto e delle Olimpiadi.

Ed è bello poter finalmente acclamare questa giovanissima atleta che già 4 anni fa ad Atene aveva sfiorato il primo piazzamento e che ora, raggiante e fiera, è il faro del nostro nuoto, dopo il predominio incontrastato del settore maschile di questi anni, ed il suo futuro.

La lista dei divieti di Pechino 2008

15 luglio 2008

Il Comitato Organizzatore di Pechino 2008 (Bocog) ha stilato l’elenco “Buoni costumi per Giochi di successo“, una lunga lista di obblighi e divieti rivolto ai tifosi che assisteranno ai giochi olimpici. Il prontuario di regole da seguire (in totale sono 26) sta già sollevando un polverone di polemiche visto alcune limitazioni, a parere di molti, esagerate.

Chi parteciperà da spettatore alle competizioni non potrà portare con sé strumenti musicali, trombette e fischietti. Vietati anche gli striscioni che non potranno avere neanche scritto “Forza Cina”, frase considerata ingiusta nei confronti delle altre nazioni partecipanti. Sono permessi solo i cartelli di piccole dimensioni, che non superino i due metri per uno. Anche le bandiere avranno delle limitazioni, abbastanza ovvie visto i contrasti politici che hanno preceduto i giochi e il passaggio della fiaccola olimpica che è stata persino spenta. Sono ammesse solo le bandiere dei Paesi iscritti al comitato olimpico e paraolimpico, in altre parole no ai vessilli di Tibet e Taiwan.

I tifosi non potranno introdursi nelle aree Olimpiche con zaini troppo ingombranti se non vogliono incorrere nel rischio di sequestro dell’oggetto. Non saranno poi tollerati certi tipi di comportamento. No ad insulti nei confronti di arbitri ed atleti, a dimostrazioni e sit-in di vario genere e a “qualunque tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale in tutte le aree Olimpiche, stadi o spazi sportivi”. Vietato anche scommettere, ubriacarsi, denudarsi e svolgere “qualsiasi attività che ostacoli i Giochi o sia considerata illegale dalla legge cinese”. Tra le limitazioni più incomprensibili spicca quella nei confronti dei diritti umani: “Sono vietati gli slogan a favore dei diritti umani, della tutela ambientale o che servano per raccogliere fondi”.

Anche per i videoamatori e per chi pensava di fare qualche innocente ripresa i divieti sono rigidi e severi. Qualsiasi videocamera è vietata e soltanto le persone autorizzate potranno fare delle riprese. Inoltre non è consentito neanche l’uso di walkie talkie e radio. Le fotografie potranno essere fatte, ma come capita in un museo o in una grotta, senza l’utilizzo del flash. In pratica è tutto proibito. Tranne l’uso di ombrelli, vietati invece durante le Olimpiadi di Atene del 2004, a patto però che non ostacolino la vista di chi siede dietro.

Farei una proposta anch’io per aggiungere alcune regole “Chi si siede sugli spalti non deve assolutamente girare la testa, ne alzare le braccia e possibilmente neanche parlare con chi gli sta seduto accanto. Vietato andare in bagno per la durate di tutte le gare compresa la maratona, la marcia, la 10 chilometri di nuoto ed il decathlon. In caso di disobbedienza accertata sarà azionato dal Comitato Olimpico un congegno disponibile per ogni sedile chiamato familiarmente ‘sedia elettrica’ con manette per gambe e braccia e leggere scosse purificatrici”.

Tensioni a Parigi: spenta la fiaccola olimpica

7 aprile 2008

Come erano stati previsti, sono avvenuti disordini a Parigi per il passaggio della fiaccola olimpica. Dopo poche centinai di metri percorsi dal tedoforo, la polizia ha deciso di spegnere la fiaccola e di interrompere la staffetta dei tedofori per motivi di sicurezza ed ordine pubblico. Sarebbero stati troppi i dimostranti che ne ostacolavano il passaggio. La fiaccola è stata riaccesa poco più tardi, dopo essere stata messa al riparo su un autobus, ed affidata ad un tedoforo verso le 13.50 vicino a Pont d’Issy-les-Moulineaux alle porte di Parigi.

E’ stata anche tolta la bandiera, grande circa 4 metri, con le manette al posto dei cerchi olimpici, che campeggiava sulla Tour Eiffel, tra il pilastro nord e quello ovest. La bandiera nera con i cerchi olimpici come manette è stata distribuita ai partecipanti alla manifestazione dall’associazione Reporter senza frontiere.

Il passaggio della fiaccola in Francia era stato preceduto da un turbinio di dichiarazioni e prese di posizioni. Il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy in una affermazione ha, infatti, non escluso di boicottare la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi, l’8 agosto prossimo. Sulla facciata del Comune di Parigi, poi, è apparso uno striscione che proclama la volontà della capitale francese di difendere i diritti umani “ovunque nel mondo”. Cosa che non è piaciuta molto a Pechino. Dopo l’Europa, la fiaccola partirà per le Americhe, dove è attesa a San Francisco mercoledì e a Buenos Aires venerdì.

Invece di andare avanti a muso duro, forse la Cina dovrebbe prendere in considerazione di tornare sui propri passi e di aprire al Tibet. Questa mobilitazione popolare mondiale dovrebbe far riflettere ed, invece, come sempre, al posto del dialogo si preferiscono le maniere forti.

Chi è offeso perchè queste manifestazioni di dissenso rovinano lo spirito di festa delle Olimpiadi – come ho sentito dichiarare dal giornalista del TG5 mentre presentava la notizia dei disordini di ieri a Londra – dovrebbe pensare anche alle centinaia di morti tibetani, agli arresti, ai pestaggi ecc che stanno avvenendo ahime in questi giorni. La ‘festa’ la stanno facendo i cinesi ai tibetani.

Stop della Iaaf al paratleta Oscar Pistorius

23 luglio 2007

Il sogno di Oscar Pistorius, l’atleta sudafricano, oro nei 200 metri alle paraolimpiadi di Atene, sembra ormai essere svanito inesorabilmente. Voleva partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2008 gareggiando con i normodotati ma la Iaaf, la Federazione Internazionale di Atletica Leggera, non ha accolto la sua richiesta. In pratica, la doppia protesi di carbonio sarebbe troppo tecnologica per poterlo ammettere alle gare ufficiali. “Troppo palese la differenza di rendimento fra i primi e i secondi duecento metri (24″06/22″72) – chiariscono dalla Federazione – se confrontato con quello dei “normodotati” che gli hanno gareggiato accanto. E’ probabile che i “cheetah” incidano sul metabolismo dell’atleta. Sono lamine troppo elastiche per correre come gli altri, con la stessa intensità, con una medesima distribuzione dello sforzo”. Giunti a Roma in occasione del Golden Gala, i federali hanno filmato la sua gara posizionandosi sul rettilineo opposto a quello degli arrivi. “Si comporta all’inverso degli altri: i suoi 400 metri si sviluppano alla rovescia. Dove gli altri perdono elasticità e forza, lui ne acquista. E’ un rischio normativo per tutti” hanno concluso. In altre parole, il ragazzo a cui sono state amputate entrambe le gambe, a causa di una grave malformazione, ad appena undici mesi di vita, risulta avvantaggiato rispetto a tutti gli altri atleti. Quando si dice ironia della sorte…