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	<title>Fulmicotone &#187; Sei Nazioni</title>
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		<title>Con gli Amatori Rugby Genova &#8220;Rugby, fave e salame&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2028" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-2028" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/con-gli-amatori-rugby-genova-rugby-fave-e-salame/attachment/galletto-rilievo/"><img class="size-medium wp-image-2028" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/03/galletto-rilievo-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" /></a><p class="wp-caption-text">Amatori Rugby Genova</p></div>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<strong>Amatori Rugby Genova</strong> è una realtà rugbistica nata nel <strong>1984,</strong> ben viva ed operante sul territorio genovese e ligure, rappresentata attivamente nei vari campionati nazionali. Una realtà sana come sano è lo sport che amiamo, perché il Rugby non è solo quello stellare, alla base vi sono fondamenta solide e genuine che lo alimentano. E’ qui, in queste vive radici che si formano i talenti di domani; qui bambini e ragazzi non solo <strong>imparano a giocare a rugby</strong>, ma assorbono e sperimentano  <strong>valori sani e corretti</strong> che sono l’anima di questa disciplina sportiva. Non importa se un domani saranno o no dei professionisti dell’ovale, ciò che apprendono ora sarà comunque parte del loro patrimonio umano. L’Amatori Rugby Genova si rivela perfetta per questo compito poiché attraverso <strong>una struttura tecnica ed uno staff serio ed efficiente</strong> è riuscita, nel corso degli anni, a raggiungere il proprio obiettivo: <strong>portare il Rugby nel mondo giovanile ligure.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Visitiamo il sito degli <strong><a title="Sito degli Amatori Rugby Genova" href="http://www.amatorirugby.it/" target="_blank">Amatori Rugby Genova</a></strong>. Nell’area dedicata alla presentazione salta subito all’occhio una frase: “Noi <strong>crediamo nel Rugby</strong>, crediamo nelle potenzialità di un mondo che non è solo il prodotto di risultati agonistici, ma espressione di valori. Da sempre abbiamo <strong>un unico obiettivo</strong>: crescere con il Rugby per <strong>aiutare i ragazzi a diventare adulti</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify">Centinaia di fotografie sui campionati nazionali C1, under 18, under 16, under 14, i Campus, e poi il beach rugby, le trasferte per i Test Match o il Sei Nazioni per andare in gruppo a sostenere gli Azzurri.</p>
<div id="attachment_2029" class="wp-caption aligncenter" style="width: 361px"><a rel="attachment wp-att-2029" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/con-gli-amatori-rugby-genova-rugby-fave-e-salame/attachment/squadra-bimbi/"><img class="size-medium wp-image-2029" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/03/squadra-bimbi-300x88.jpg" alt="" width="351" height="103" /></a><p class="wp-caption-text">Piccoli Rugbisti</p></div>
<p style="text-align: justify">Ma la sorpresa più grande è un autentico gioiello: <a title="&quot;Mamme Catering&quot;" href="http://www.amatorirugby.it/mamme_catering/haka_video.htm" target="_blank">“Mamme Catering”</a> fautrici del terzo tempo perché, lo sappiamo, <strong>il terzo tempo è sacro</strong>. Primo e secondo tempo in campo e poi un tempo infinito che unisce e corona vittorie e sconfitte. Le “Mamme Catering” offrono un terzo tempo allegro e gustoso e ricette da copiare! Sì, avete capito bene, <strong>ricette in un sito di rugby</strong>. Cosa vogliamo di più? Tutto ciò a riprova che <strong>nel Rugby c’è posto per tutti</strong> poiché ognuno può esprimere e mettere a disposizione le proprie capacità: è o non è uno sport di squadra?</p>
<p style="text-align: justify">Quest’anno, ancora una volta, le Mamme Catering dell’Amatori Rugby Genova daranno prova della loro forza stupendo tutti con performance culinarie durante una <strong>due giorni di rugby ad alto livello</strong> che si svolgerà il <strong>14 e 15 MAGGIO a Casella (alle spalle di Genova): “RUGBY, FAVE E SALAME”, </strong>Torneo Nazionale che si svolge con successo dal 2009.</p>
<div id="attachment_2030" class="wp-caption aligncenter" style="width: 334px"><a rel="attachment wp-att-2030" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/con-gli-amatori-rugby-genova-rugby-fave-e-salame/attachment/coppe/"><img class="size-medium wp-image-2030" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/03/coppe-300x200.jpg" alt="" width="324" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Torneo Rugby Fave e Salame</p></div>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;edizone 2011 parteciperanno: Levante Rugby (Pro Recco Rugby), Lions Amaranto Livorno, Rugby Etruria Piombino, Lainate Rugby, Rugby Trento, Como Rugby, RSR Valpolcevera Rugby, SS Genova Rugby, Imperia Rugby con una novità: l’inserimento nel Torneo della categoria under 14.</p>
<p style="text-align: justify">Il tecnico Amatori Rugby di categoria, <strong>Federico Rebora</strong>, è soddisfatto poiché potranno finalmente “confrontarsi con formazioni di altre regioni dal livello tecnico avanzato, in modo da far crescere i nostri ragazzi”. Il Coordinatore del Torneo, Riccardo Matulli, prevede la <strong>partecipazione di 600 atleti e 500 accompagnatori</strong>, affluenza che come sempre sarà capitanata dalle Mamme Catering: una vera forza. Il successo del Torneo è dovuto anche all’accoglienza che il <strong>Comune di Casella</strong> riserva a questo sport mettendo a disposizione l’<strong>Area Expo</strong> ed il campo sportivo comunale. Fa piacere, quindi, notare l’intelligenza e la lungimiranza delle autorità politiche ed amministrative che gestiscono questo territorio, poiché l’affluenza avrà una ripercussione sulle attività commerciali della Vallescrivia dato che molte squadre alloggeranno nei dintorni.</p>
<p style="text-align: justify">Quindi il <strong>14 e 15 maggio andiamo a Casella</strong>; chi è già appassionato godrà di una due giorni di sano e genuino buon Rugby e chi invece ha solo sentito parlare del Mondo Ovale, beh sarà un buon modo per scoprire questo sport, per avvicinare i propri figli ad una realtà sana, per farsi un’iniezione di quei valori di cui – ahimè – abbiamo tanto bisogno. Sarà anche un&#8217;occasione per divertirsi, per stare in compagnia, per stendersi sull&#8217;erba e perdersi in un bel cielo azzurro godendo dei raggi ormai caldi del sole che speriamo brillerà incontrastato.</p>
<p style="text-align: justify">Poiché il Rugby non è solo botte e fango, il 14 e 15 Maggio 2011 a Casella (GE) sarà anche “Fave e salame”!</p>
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		<title>Sei Nazioni: ed ora polenta!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 10:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"> <a rel="attachment wp-att-1996" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/sei-nazioni-ed-ora-polenta/attachment/scotland/"><img class="size-medium wp-image-1996 aligncenter" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/03/scotland-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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<dd>Italia vs Scozia</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">L&#8217;ultima partita del <strong>6 Nazioni</strong> dell&#8217;<strong>Italia</strong> <strong></strong>si gioca in uno scenario da favola: <strong>Edimburgo</strong>, la città più culturale della Gran Bretagna. La tifoseria è come al solito colorita e fantasiosa, uno spettacolo nello spettacolo, lo sappiamo bene noi del Mondo Ovale. Gli italiani sono tanti e quando si alza l&#8217;inno  nazionale è un canto sentito non solo per la ricorrenza storica, non solo per la partita: è un momento difficile e dal cuore che traspare si intuisce  il bisogno di sentirci uniti, di ritrovarci. Poi, nell&#8217;aria pungente di <strong>Murrayfield</strong> si leva <strong>&#8220;The flower of Scotland&#8221;</strong> accompagnato dal lamento arcano delle cornamuse. Affascinante. E&#8217; un canto struggente, malinconico, ma al contempo possente e coraggioso come questo popolo, come l&#8217;anima della Scozia. Una terra che amo, che mi fa sognare, un luogo dove, se potessi scegliere, affonderei le mie radici ed il mio cuore. La Scozia del Rugby: se non ci fosse l&#8217;Italia al 6Nazioni, tiferei per lei.</p>
<p style="text-align: justify">Gli <strong>Azzurri hanno vinto contro la Francia</strong> ed è stata una partita memorabile, meritando una vittoria che passerà alla storia, ma questa è un&#8217;altra partita e sarebbe un errore pensare che sarà una passeggiata. Gli Scozzesi sono una squadra solida e sebbene, come dice Munari, &#8220;in un concerto di violini ogni tanto parta una motosega&#8221;, sono forti e determinati. Beh, è o non è terra di Highlanders? Infatti <strong>la Scozia inizia forte</strong> ed aggredisce subito nella metà campo avversaria; gli Azzurri si difendono bene, ma commettono fallo ed allora <strong>Paterson</strong> va per i pali segnado i primi tre punti. Figuriamoci se Paterson sbaglia! Lui l&#8217;uomo dal fisico &#8220;normale&#8221;, tanto da non sembrare neppure un rugbysta con quella faccia da avvocato. Subito dopo anche l&#8217;Italia ha la possibilità di andare per i pali, ma <strong>Mirco</strong> sbaglia. All&#8217;11° minuto <strong>Andrea Masi</strong>, dopo un buon passaggio di <strong>Canale</strong>, sfonda il muro scozzese e va in meta rifacendoci vivere quei momenti con la Francia. Evvai! Bravo Andrea! Purtroppo Mirco non trasforma la meta. Cosa gli sta succedendo? Non possiamo permetterci incertezze, non con loro che hanno Paterson e <strong>Parks</strong>. Neanche a dirlo un altro calcio piazzato dell&#8217;avv. Paterson riporta la Scozia in vantaggio. Nel primo tempo le squadre si equivalgono, l&#8217;Italia si difende bene e Mirco ci riporta in leggero vantaggio con un facile piazzato che questa volta non sbaglia. Sfortunatamente perdiamo Masi, costretto a ritirarsi per un problema ad una coscia: senza di lui la vedo male, sarà sicuramente scaramanzia, ma è un elemento importante ora per la squadra. La Scozia, da parte sua, perde <strong>Ansbro</strong> (che di scozzese ha ben poco); vederlo andare via con i medici mi ricorda il 6 Nazioni 2010 quando <a title="Tom Evans fu vittima di un tremendo infortunio" href="http://sport.scotsman.com/rugby/Spine-injury-forces-Tom-Evans.6393708.jp" target="_blank">Tom Evans fu vittima di un tremendo infortunio</a> che lo ha costretto ad interrompere la sua promettente carriera rugbystica rischiando la paralisi. Un evento che mi colpì molto: prima di fare condiserazioni affrettate o criticare l&#8217;operato di un giocatore, non dimentichiamoci che sono loro a prendere le sportellate rischiando grosso!</p>
<p style="text-align: justify">Quindi il primo tempo è buono per gli Azzurri che rientrano nello  spogliatorio con un leggero vantaggio: <strong>6-8</strong>. Possiamo sognare una seconda vittoria, peraltro mai ottenuta nel 6 Nazioni? Vedremo. Intanto le cornamuse accompagnano il match conferendogli un chè di magico ed io mi innamoro ancora di più del Rugby.</p>
<p style="text-align: justify">Alla ripresa del secondo tempo gli Scozzesi ci provano subito, per un pelo <strong>Ghilardini</strong> blocca Lamont salvandoci da una meta, ma poco dopo è <strong>Nick De Luca</strong> a portare a compimento ciò che prima si è evitato. Gli Scozzesi non sono perfetti, hanno dei limiti evidenti, ma sono costanti, resistenti; basta dare un&#8217;occhiata a quella magnificenza fisica che è <strong>Sean Lamont</strong>, o al promettente <strong>Richie Gray</strong> un traliccio umano, 21 anni per 2,05, difficile non notarlo per via della folta chioma bionda, per non parlare di <strong>Kelly Brown</strong> con quella faccia da medioevo il quale soffrirà pure di balbuzie ma in campo non ha tentennamenti. Così a poco a poco l&#8217;Italia nel secondo tempo smette di crederci, cede mentalmente, non è l&#8217;<strong>Italia del Flaminio</strong>, commette errori banali. Perchè? Eppure siamo capaci di grandi imprese e sono sicura non siano dovute a miracoli o a propizie configurazioni astrali. La stoffa c&#8217;è, ma è come se mancasse una costante o un briciolo di &#8220;cattiveria&#8221;. Fatto sta che l&#8217;incontro termina 21-8 per la Scozia, che segna un&#8217;altra meta prima del termine questa volta ad opera di <strong>Nikki Walker</strong>&#8230; e noi ci guadagnamo il cucchiaio di legno.</p>
<p style="text-align: justify">Vorrei aprire una parentesi ludica. Durante la partita ci sono stati tre momenti molto divertenti. Il primo è stato quando l&#8217;arbitro neozenlandese si è ritrovato con l&#8217;ovale in mano durante una serie di passaggi (parentesi nella parentesi: che gran bell&#8217;arbitro!). Il secondo è la grattatina nelle parti basse di <strong>Andy Robinson, coach della Scozia</strong>, perennemente in completo grigio (che pizza!). Dulcis in fundo smutandata di <strong>Sergio Parisse</strong> (per fortuna è toccata a lui): il capitano ha mostrato il fondoschiena a Edimburgo.</p>
<p style="text-align: justify">Eh sì, il Rugby è uno sport brutale&#8230;..</p>
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		<title>Italia &#8211; Irlanda 11-13: la sconfitta brucia come il sale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 15:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1790" class="wp-caption aligncenter" style="width: 333px"><a rel="attachment wp-att-1790" href="http://www.fulmicotone.com/sport/rugby/italia-irlanda-11-13-la-sconfitta-brucia-come-il-sale/attachment/rugby-6-nazioni-italia-irlanda/"><img class="size-full wp-image-1790   " src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/02/it-ir.jpg" alt="" width="323" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">Italia-Irlanda 6 Nazioni</p></div>
<p style="text-align: justify">Il <strong>Flaminio</strong> mi assale. Uomini, donne, bambini, tanti bambini, felici come delle pasque. Sotto un cielo che sa di primavera il rosso, il verde, l&#8217;azzurro, il bianco si mischiano, ondeggiano come un&#8217;esplosione vivida ed intensa. E&#8217; festa. L&#8217;Italia del rugby è lì, appassionata, pronta per il presente ed il futuro. I colori dell&#8217;<strong>Italia</strong> si confondono con il verde d&#8217;<strong>Irlanda </strong>perchè abbiamo, oltre un colore, anche un cuore in comune dove brucia la stessa passione. Questo è il rugby. Oggi il Flaminio è un unico cuore che pulsa furioso.</p>
<p style="text-align: justify">Ma ecco gli <strong>Azzurri</strong>, ecco l&#8217;Irlanda: facce squadrate da guerrieri, occhi chiari come il mare su quelle maglie verdi come la loro terra. Lo stadio scoppia e li accoglie caloroso. L&#8217;inno degli Iralndesi è composto apposta per il rugby e poi il nostro inno, urlato dagli Azzurri e dai tifosi. Ho la gola chiusa per l&#8217;emozione: credo in questa vittoria. L&#8217;Irlanda è una squadra d&#8217;esperienza, ma in questo <a href="http://www.rbs6nations.com/it/home.php" target="_blank"><strong>Sei Nazioni</strong></a> ha tanti assenti importanti. Stupidamente spero che questo farà la differenza. Nel raccontare questa partita non potrò essere tecnica &#8211; come sempre del resto &#8211; sono troppo tesa, emozionata, troppo profondamente coinvolta, senza contare che tutte quelle &#8220;O&#8217; &#8221; nei congnomi dell&#8217;avversario mi confondono. Oggi vado di emozione pura.</p>
<p style="text-align: justify">Fischio. E&#8217; l&#8217;inizio della battaglia.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;Irlanda costringe gli Azzurri ad una lotta dura, ma i nostri ragazzi reagiscono bene, sono cresciuti. Gli Irlandesi caricano, rallentano la collisione, ma i nostri sono dei perfetti gladiatori. Gli Irlandesi commettono tanti errori, da furbastri forse, ma questo permetterà a <strong>Mirco Bergamasco</strong> di calciare due volte fra i pali guadagnando i 6 punti che ci faranno uscire in vantaggio dal primo tempo. Dopo i primi dieci minuti il giovane <strong>Gori</strong> è costretto ad abbandonare il campo a causa di una lussazione alla spalla: sono dispiaciuta e penso alle sue speranze infrante. Al suo posto entra <strong>Canavosio</strong>.<strong> </strong>Gli Irlandesi provano ad entrare nella nostra metà campo per farci male ma <strong>Sgarbi </strong>ci salva. Durante il primo tempo la battaglia è dura, logorante, ma i nostri ragazzi sono disciplinati, non commettono errori, sono buoni in touche, in mischia. L&#8217;Irlanda riesce ad arrivare a cinque metri dalla linea di meta ed allora lo stadio si scalda, difende, placca e gli azzurri ce la fanno, recuperano il pallone ed allontanano il pericolo. A questo punto se la mia frequenza cardiaca va avanti così rischio l&#8217;infarto; una cosa è certa, a fine partita non avrò più unghie o dita. Non riesco a seguire la telecronaca, le fasi di gioco si accavallano davanti ai miei occhi avidi di vittoria; vedo solo<strong> Zanni</strong> proiettato in alto nelle touche, vedo la buona volontà e la crescita della nostra squadra, vedo <strong>Sexton</strong> calciare fra i pali per un pareggio 3-3 e poi esulto quando Mirco ricalcia regalandoci il vantaggio.</p>
<p style="text-align: justify">Nel secondo tempo da parte mia va ancora peggio. Spero, credo in questa vittoria. La voglio. Ma gli Irlandesi ora mordono e vanno giù duri, faranno anche errori ma dalla loro hanno tanta esperienza ed infatti a cinque minuti dall&#8217;inizio del secondo tempo <strong>Brian O&#8217;Driscoll</strong> va in meta con fin troppa facilità. Non avevano detto che era logoro, finito? Col cavolo! Il mio cuore sprofonda e prenderei a testate il tavolo. Ma non devo demoralizzarmi come se anche io potessi contribuire a sostenere i nostri ragazzi che sono tutti belli, sì, splendidi: <strong>Geldenhuys, Dellapè, Parisse.</strong> Tutti, nessuno escluso. Oggi, non so perchè, il cuore vola (non fraintendete il senso) anche per quelle fulgide stelline di nome Ongaro, Castrogiovanni, Lo Cicero. E proprio mentre penso così Vittorio Munari &#8211; come se mi avesse sentito &#8211; dice che Castrogiovanni è bello come il sole. Parole sante! Questo secondo tempo ci fa soffrire fino in fondo, ma gli Azzurri continuano a lottare in modo encomiabile. Un esempio ne è Sergio Parisse che nonostante il mignolo dolorante fa cenno che no, non vuole uscire: questo è un esempio di passione pura, di serietà.</p>
<p style="text-align: justify">Il tempo passa e a dieci minuti dalla fine, noi siamo vicino alla loro linea di meta. Si susseguono quattro mischie aranti, sfiancanti in cui l&#8217;Italia ha la meglio e poi arriva la liberazione: dopo un bel passaggio di Garcia, Luke McLean segna una splendida meta. Lo stadio esplode, io svengo, Mirco esulta eseguendo un salto degno di medaglia olimpica. Ce l&#8217;abbiamo fatta! L&#8217;Italia ha vinto! Ci sono solo cinque minuti, non ci prenderanno mai! Il sogno dura poco: quella volpe di <strong>O&#8217;Gara</strong> con un drop fa in modo che l&#8217;Irlanda ci superi di soli due punti. Là, sull&#8217;erba, i nostri ragazzi ci provano ancora, ma il tempo è un nemico spietato, non si ferma&#8230; e scade.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; finita. Sembra quasi una beffa. Gli Azzurri meritavano questa vittoria.</p>
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		<title>Rugby in Italia, a quando la riscossa?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 19:58:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo agli sgoccioli dell’Heineken Cup, del Top 14, del Campionato d’Eccellenza, e chi più ne ha più ne metta, ad un passo dalla pausa che darà spazio al Sei Nazioni con inizio il 4 febbraio, quel torneo prestigioso che ci terrà (naturalmente mi riferisco a chi lo seguirà) con il naso incollato al teleschermo nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-1770" href="http://www.fulmicotone.com/sport/rugby/rugby-in-italia-il-letargo-della-tifoseria/attachment/tifoseria-rugby/"><img class="size-full wp-image-1770 aligncenter" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/01/Tifoseria-rugby.jpg" alt="" width="487" height="323" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Siamo agli sgoccioli dell’<strong>Heineken Cup</strong>, del <strong>Top 14</strong>, del <strong>Campionato d’Eccellenza</strong>, e chi più ne ha più ne metta, ad un passo dalla pausa che darà spazio al <strong>Sei Nazioni </strong>con inizio il <strong>4 febbraio</strong>, quel torneo prestigioso che ci terrà (naturalmente mi riferisco a chi lo seguirà) con il naso incollato al teleschermo nei mesi di febbraio e marzo. Le squadre europee stanno finendo di darsi botte da orbi per guadagnarsi un titolo, per grattare un punteggio e fra quindici giorni le nazionali di Italia, Irlanda, Francia e le tre del Regno Unito saranno pronte a prendersi a sportellate per accaparrarsi l’ambita coppa.</p>
<p style="text-align: justify">Ebbene, tutto questo accavallarsi di incontri mi ha lasciato quasi senza fiato, un poco affannata e molto stordita… evidentemente a furia di vedere placcaggi e mischie per effetto collaterale ne subisco pure io le conseguenze. E’ quindi sotto l’effetto di questo stordimento e dopo una scorpacciata di due partite che sono giunta a delle considerazioni non proprio edificanti. Ho seguito gli <strong><a title="Sito ufficiale degli aironi rugby" href="http://www.aironirugby.eu/" target="_blank">Aironi Rugby</a></strong> vs <strong>Ulster</strong> terminato con un tremendo 6-43. Ancora una volta un primo tempo giocato da parte degli Aironi a livello degli avversari, validi in difesa ed in attacco, che mi ha fatto tanto sperare, che mi ha fatto credere di poterli veder vincere come <a title="Gli aironi battono il biarritza 28 a 27" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/gli-aironi-battono-il-biarritz-28-27/" target="_blank">quella volta contro il Biarritz</a>; poi dopo l&#8217;intervallo l&#8217;Ulster ha fatto male, tanto male. Nel giro di cinque minuti li stracciano con due mete e martellano fino alla fine arrivando al punteggio stratosferico di 43.</p>
<p style="text-align: justify">Per completare un pomeriggio da overdose rugbistica ho visto anche<strong> </strong><a href="http://www.asm-rugby.com/index.html" target="_blank"><strong>Clermont Auvergne</strong> </a>- <strong>Saracens</strong>. Un incontro dinamico, molto fisico; lo stadio non era gremito, ma di sottofondo c&#8217;era un tale rumore di trombette, tamburi e grida che sembravano migliaia. Una partita che mi ha divertito molto e che è finita per i campioni di Francia 24 a 14.</p>
<p style="text-align: justify">Al di là dei risultati e del livello di tecniche di squadra o di capacità dei singoli rugbisti mi chiedo: cosa c’è che non va? Perché siamo irrimediabilmente sempre gli ultimi? La mia non è una critica feroce o un disamore, mi pongo questa domanda perché mi demoralizza vedere le nostre squadre ridotte a fanalini di coda nonostante lo sforzo e l’impegno. Cavolo, uno non va mica a prendere legnate su un campo da rugby per hobby o perché spera nella redenzione divina! La frase “beati gli ultimi perché saranno i primi” non ha molto senso di per sé, figuriamoci nel mondo ovale. Vedo giocare lo <strong>Stade Toulousain</strong>, il <strong>Racing Metrò</strong>, il <strong>Munster </strong>o i <strong>Leicester Tigers</strong> e mi esalto, vedo gli <strong>Aironi</strong> o il <strong>Benetton Treviso</strong> mi esalto… e soffro. Ma c’è una cosa che più di ogni altra mi colpisce e mi fa pensare: gli stadi, le tifoserie. A Tolosa lo stadio scoppia in boati, i tifosi del Leicester o del <strong>Biarritz</strong> sono pittoreschi, pronti a trasformare la spettacolo del rugby in una festa, a Parigi lo stadio pieno a tappo si tinge inevitabilmente di rosa; la settimana scorsa i tifosi dell’Ulster riempivano lo stadio di Belstaff nonostante ci fosse un vento micidiale ed una pioggia fitta ed insistente. Uomi e donne di tutte le età intabbarrati in giacconi, cappelli e  sciarpe, incitavano la propria squadra gridando “Ulster! Ulster!” in un tutt’uno con i propri quindici uomini che si davano un gran da fare contro il Biarritz. Lo <strong>Stadio Zaffanella</strong> dove giocano gli Aironi quando sono in casa – tanto per fare un esempio italiano – o è semivuoto o è moscio. E’ questo “particolare”, questa differenza stridente che mi fa pensare, che mi intristisce e mi amareggia. Non è una differenza da poco e forse influisce in qualche modo. Se sbaglio, se sono eccessivamente pessimista o idealista, qualcuno me lo faccia notare, per favore. Se ci sono degli aspetti positivi in questa lunga serie di sconfitte o nel modo in cui qui da noi si segue il rugby me lo dica perché ne ho bisogno, sono pronta ad ascoltare e correggere le mie impressioni al momento un po’ troppo grigie.</p>
<p style="text-align: justify">Tutto ciò, comunque, non intacca in me  la passione per questo Sport, o la voglia per noi italiani di esserci.</p>
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		<title>Jonny Wilkinson ci insegna a placcare la vita con Tackling life</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 10:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[coppa del mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Triple Crown]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1686" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a rel="attachment wp-att-1686" href="http://www.fulmicotone.com/sport/rugby/jonny-wilkinson-ci-insegna-a-placcare-con-tackling-life/attachment/j-wilkinson-2/"><img class="size-medium wp-image-1686 " src="http://www.fulmicotone.com/files/2010/12/J.Wilkinson1-277x300.jpg" alt="" width="221" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Jonny Wilkinson</p></div>
<p style="text-align: justify;">Feste natalizie. Anche l’ovale è in vacanza e se ne è andata a nanna. Dopo che le squadre si sono affrontate per l’<a title="All'Heineken Cup gli aironi hanno battuto il Biarritz" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/gli-aironi-battono-il-biarritz-28-27/" target="_blank"><strong>Heineken Cup</strong></a>, dopo che i rugbysti si sono massacrati ancora un poco – che pena mi facevano! – sui campi gelati spruzzati di neve apparentemente incuranti delle temperature rigide come “uomini veri” con nuvolette di vapore che si levavano dalle bocche e dai corpi accaldati, manco fossero panini o brioches appena sfornati; ebbene, approfittando di questa pausa, vorrei parlare di un regalo “ovale” che mi sono concessa per Natale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Tackling life. Striving for perfection" href="http://www.ibs.it/libro+inglese/wilkinson-jonny-black/tackling-life-striving-for--king-f-of---ids-ng-ters--t-ntylitiest-ions/9780755318438.html&amp;shop=1313" target="_blank"><strong>“Tackling life. Striving for perfection</strong>”</a> (Placcare la vita. Alla ricerca della perfezione) un libro di <strong>Jonny Wilkinson</strong>, inedito in Italia e quindi rigorosamente in inglese.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché <strong>Wilko</strong>? Perché lo ammiro. Fin dalla prima volta che lo vidi giocare ne rimasi colpita. Non mi riferisco al lato estetico, sebbene ovviamente non sia da sottovalutare. Rimasi colpita da una sorta di serietà, di serenità, di umiltà, di umanità che traspare dai suoi gesti, dal suo non essere una star nonostante le capacità di atleta ne facciano un rugbysta che passerà alla storia. Ha qualcosa in più, è diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Spinta dalla curiosità trovai questo libro; sono solo all’inizio, ma c’è già tanto e voglio condividerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Jonny &#8211; concedetemi questa confidenza &#8211; gioca nel <strong>Rugby Club Toulonnais</strong>; vive nell’assolato sud della Francia, è un introverso, un timido e gli è difficile parlare di sé, ma in queste pagine mette a disposizione, con parole che colpiscono nel profondo, la sua esperienza come persona e come sportivo sviluppata attraverso un percorso di crescita personale nel mondo del rugby. Jonny cita <strong>Einstein: “L’immaginazione è l’anteprima di ciò che può accadere”</strong>. Come fare? Possiamo aspirare ai nostri sogni usando le nostre capacità affinché si realizzino. La vita, incredibilmente, trova il modo per armonizzare ogni cosa permettendo ad ognuno di noi di concertare il tutto sebbene in gioco vi siano i desideri e le azioni individuali di migliaia di persone. Non siamo individui isolati: ogni nostra azione, ogni nostra decisione è strettamente correlata con chi ci sta attorno, che a sua volta agisce con noi. Un tutt’uno ben compatto, ma nello stesso tempo formato da tanti tasselli ben distinti (dico io: non è così che dovrebbe essere una squadra?). Non è importante sapere come funziona questo processo, abbiamo solo bisogno di avere fede che funzioni così. Se abbiamo ben chiaro <strong>dove</strong> vogliamo arrivare e <strong>come</strong> vogliamo ottenerlo, bene, a questo punto abbiamo la possibilità di realizzare un futuro imprevedibile ed indirizzare la nostra vita verso qualcosa di meraviglioso.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio del nuovo millennio – prosegue – la nazionale Inglese di rugby usciva da una sconfitta al <strong>Sei Nazioni</strong> nel <strong>1999</strong> contro la <strong>Scozia,</strong> e nei successivi due anni vinse ma fallì <strong>Grande Slam</strong> e <strong>Triple Crown</strong> a causa della sconfitta nell&#8217;ultima partita con la Scozia nel <strong>2000</strong> e con l’<strong>Irlanda </strong>nel <strong>2001</strong>. Tutto ciò lasciò loro in bocca il gusto amaro per non aver fatto abbastanza.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto la fede nei suoi principi e su come pensava dovesse condurre la propria vita furono messi a dura prova; era arrabbiato e troppo concentrato nel non veder nulla in quelle sconfitte. A dispetto di tutto ne uscirono comunque più forti come squadra, arrivando alla <strong>vittoria di Sidney</strong>: la  <strong>Coppa del Mondo del 2003</strong>. Come fu possibile? Bisogna imparare dai propri errori. La sconfitta non è altro che un insegnamento, nient’altro che il primo passo verso qualcosa di migliore &#8211; continua Jonny. La squadra inglese era formata allora da giocatori selezionati dai Club della <strong>Premiership</strong>. Lavorarono duramente. Divennero buoni amici arrivando a conoscersi l’un l’altro talmente bene che agivano sulla stessa lunghezza d’onda. L’ottimismo era diventato il loro motore. Impararono a sostenersi l’un l’altro per migliorare le proprie capacità individuali, per dare il meglio nelle loro performance, poiché <strong>tutti avevano lo stesso scopo</strong> e desideravano realizzarlo più per gli altri compagni di squadra che per se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2003 fu un grande anno per i<strong> Lions.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">C’è una differenza sostanziale – dice Wilko – fra “Non voglio perdere” e “Voglio vincere”. La prima è quasi una preghiera, un gesto di sottomissione verso se stessi che allontana dalle opportunità, che  ci imprigiona entro i nostri limiti non permettendoci di sfruttare le nostre capacità. “<strong>Voglio vincere”</strong> è l’intenzione che ti spinge a guardarti dentro per tirare fuori la forza innata che tutti possediamo e fare in modo che le cose accadano.</p>
<p style="text-align: justify;">Beh, che dire? Un bel siringone di fiducia ed ottimismo. Discorsi da esaltati? No. Concetti che bisognerebbe aver sempre chiari in mente in ogni momento della nostra vita. Lui li espone usando il rugby, poichè è attualmente la sua vita e tramite questo sport ha compiuto un&#8217;esperienza di crescita, ma sono concetti validi sempre e comunque perché ogni aspetto della vita – lavoro, famiglia, sport – sono comunque la vita stessa. E poi, siamo sinceri, Jonny  sembra un esaltato, un guru? Non mi pare, anzi. Se ne sta buono, buono nella sua Tolone, con la sua squadra, la sua ragazza e va avanti. Jonny Wilkinson è un uomo comune, Jonny è un ottimo rugbysta e chissà cos’altro sarà quando smetterà di inseguire la palla ovale, Jonny – ho scoperto – è buddista.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei ringraziarlo per ciò che ha detto in queste prime pagine, vedrò cosa mi riserverà il resto del libro, cosa potrò imparare o cosa mi aiuterà a capire un po’ di più, perché anche se non placchiamo fisicamente un avversario su un prato, la vita la possiamo placcare comunque.</p>
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