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Ammonire l’arbitro? No, we can’t

7 novembre 2008

Barack Obama è il prossimo presidente degli Usa e le pessimistiche previsioni sulla improbabilità che un politico di colore entrasse alla Casa Bianca sono andate a farsi friggere. Il programma di governo di Obama è incentrato su energie pulite e ambiente e promette 5 milioni di posti di lavoro in questo settore (e l’Italia con le sue indecisioni sul tema ecologia e i suoi mancati milioni di posti di lavoro arrossisce ancor di più). Obama è giovane, nero e sembra essere il cambiamento fatto persona. Il mondo (evviva) è a testa in giù.

Ma forse c’è qualcuno che lo slogan “Yes, we can” lo ha preso troppo alla lettera. O forse quel qualcuno ha pensato che nell’euforia politica mondiale il suo gesto ribelle potesse passare inosservato. Quel qualcuno è Andre Luiz, calciatore della brasiliana Botafogo. Durante la partita di Coppa Sudamericana contro gli Estudiantes argentini, l’arbitro ha concesso un fallo che a Luiz proprio non dev’essere andato giù. E che cosa ha pensato bene di fare il brasiliano, senza dubbio alcuno in quel momento in preda allo spirito rivoluzionario? Ha strappato il cartellino giallo dalle mani dell’esterrefatto arbitro e, lasciando a bocca i propri compagni, lo ha ammonito. Giusto il tempo di beccarsi da parte del suddetto fischietto un cartellino rosso che lo terrà lontano dai campi per molte, molte giornate di squalifica.

Già immaginiamo il troppo impulsivo Andre Luiz costretto a scrivere cento volte sulla lavagna, come uno scolaretto in punizione, la frase: “Ammonire l’arbitro? No, we can’t”.

Squalifica Cassano: la Samp non farà ricorso

5 marzo 2008

La Sampdoria ha annunciato che non presenterà ricorso contro la squalifica per cinque turni assegnata dal giudice sportivo ad Antonio Cassano dopo lo sceneggiato contro l’arbitro Pierpaoli nella partita di domenica. “Non abbiamo alcuna intenzione di fare ricorso, ne abbiamo parlato anche con il giocatore e 5 giornate era la squalifica che ci attendevamo“. Ha commentato Beppe Marotta, direttore generale della Sampdoria. “La sanzione del giudice sportivo è arrivata e come tale l’abbiamo accettata”. Cassano continuerà ad allenarsi per tornare in campo in forma com’è stato visto nelle ultime prestazioni. “E’ chiaro – ha aggiunto l’amministratore delegato, della Sampdoria, Giuseppe Marotta - che nel contempo lavoreremo anche sull’aspetto comportamentale del ragazzo”. E non sarà un impegno da poco quello di domare l’indomito e ribelle calciatore barese.

Dorando Pietri, il pasticciere entrato nel mito delle Olimpiadi

19 febbraio 2008

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A cent’anni esatti dalle Olimpiadi di Londra del 1908, che lo consacrarono senza incoronarlo, ritorna il mito di Dorando Pietri raccontato dal cantore della bassa modenese, Giuseppe Pederiali. Il libro ‘Il sogno del maratoneta. Il romanzo di Dorando Pietriripercorre il dramma del mingherlino maratoneta di Carpi ma originario di Correggio, che nella vita faceva il garzone di pasticceria, e venne squalificato dalla competizione perché sorretto da alcuni giudici di gara, che l’avevano visto barcollare, negli ultimi passi prima del traguardo. Per colpa di quest’aiuto esterno, Pietri fu eliminato e perse l’occasione della sua vita, quella che ad un provinciale come lui capita, raramente se non mai, una sola volta durante l’esistenza.

O almeno questo doveva aver pensato il giovane pasticciere. In realtà quella mancata vittoria fu la sua fortuna. Quel viso emaciato e sofferente fece il giro del mondo e impressionò persino Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, che fece alla vicenda e al suo protagonista una pubblicità incredibile. Il giorno seguente la gara, anche la Regina d’Inghilterra, Alessandra riconobbe la straordinaria impresa del minuto italiano e lo volle premiare personalmente con una coppa speciale. Quasi nessuno ricorda chi vinse la medaglia d’oro della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908, ma tutti ricordano il nome di quel piccolo eroe sfortunato.

In un certo qual modo la vicenda, raccontata magistralmente dallo scrittore di Finale Emilia, rimarca quello spirito sportivo insito nelle origini delle olimpiadi stesse e custodito nel famoso motto del barone De Coubertain “l’importante è partecipare”. Modo di dire, questo, caduto rovinosamente nella polvere delle scorrettezze e brutture dei giorni nostri, dove l’importante è vincere tutto e per farlo sono ben accetti qualsiasi tipo di espedienti, anche i più infimi e bassi. La vicenda di Pietri ha fatto breccia nel cuore delle persone anche perché è sempre stato considerato un “simbolo del riscatto – come spiega lo stesso Pederiali – perché con il suo fazzolettino legato con quattro nodi in testa batteva gli atleti americani ipernutriti e imbottiti di vitamine”. Un libro per non dimenticare la vera natura dello sport: fatica, sacrificio e abnegazione.
Il sogno del maratoneta. Il romanzo di Dorando Pietri’ di Pederiali Giuseppe – Garzanti Libri euro 16,60.