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	<title>Fulmicotone &#187; Sudafrica</title>
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		<title>RWC 2011: un finale sofferto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2311" class="wp-caption aligncenter" style="width: 427px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/scotland-pumas/" rel="attachment wp-att-2311"><img class="size-full wp-image-2311" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/Scotland-pumas.jpg" alt="" width="417" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Scozia - Argentina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Mondiale</strong> è giunto agli sgoccioli. Dopo questa <em>full immersion</em> nel rugby stellare durante la quale ho fatto una considerevole fatica a mantenere la testa fuori dalle acque per poter respirare, vedo il profilo della terraferma con un certo sollievo. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ne abbiamo viste di tutti i colori</strong> e non solo sulle facce dipinte dei tifosi, sulle bandiere o sulle maglie degli atleti, tutti aspetti ben accetti e divertentissimi da vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi riferisco al <strong>gossip</strong>, agli <strong>eventi inutili e noiosi</strong> che hanno fatto da contorno al piatto di portata principale. Il gioco della palla ovale, secondo me, non ha bisogno di contorni insipidi o piccanti per risplendere in tutta la sua gloria. Rimango e rimarrò sempre dell’idea che il rugby è fondamentalmente <strong>sudore, sangue e terra</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <strong>Inglesi</strong> non andati in Nuova Zelanda per partecipare al Mondiale o per riempire le pagine dei rotocalchi con <strong>notizie di basso livello?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce dei fatti la loro fama si sta scollando come quei numeri che pendevano flosci dalle magliette nere, ostentate a sbeffeggiare i padroni di casa. <strong>Se ne sono andati con la coda fra le gambe</strong> e meno male, era l’unica cosa che potevano fare, e con tutta sincerità ne sono stata felice. In campo li ho visti male, mentre <strong>nelle attività extra </strong>mi sono parsi molto impegnati e ben predisposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Rufting, <strong>bungee jumping</strong> durante il quale <strong>Easter rimane infortunato prima del match con la Georgia</strong> (premio alla furbizia), <strong>tuffo di Tuilagi</strong> dal traghetto (no comment), per non parlare di quegli acumi di intelligenza di <strong>Haskell &amp; Co.</strong> che si lasciano andare a commenti pesanti ai danni di una cameriera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ostentate espressioni di machismo</strong> che non servono a nulla, meglio quello che trasuda dai pori dei tanto criticati <strong>Springboks</strong>, almeno quello è genuino; almeno quello è espresso su un campo da gioco, attraverso le loro espressioni dure, gli impatti devastanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciliegina sulla torta: ecco che il rugbyman che profuma di regalità – <strong>Mike Tindall</strong> – si fa beccare a <a title="La notte brava di Mike Tindall" href="http://www.corriere.it/sport/speciali/2011/rugby-coppa-del-mondo/notizie/1709-tindall-notte-brava_26192ea6-e0b0-11e0-aaa7-146d82aec0f3.shtml" target="_blank"><strong>pomiciare fuori da un locale</strong></a> a neanche due mesi dalle nozze. Ora, non ho niente contro il pomiciamento e Tindall è libero di mettere le corna alla regale Zara, ma, <em>Santo Cielo</em>, non farti beccare!</p>
<p style="text-align: justify;">Un bacetto e una toccatina hanno fatto <strong>il giro del mondo</strong>! Cosa ci ha guadagnato: uno smaronamento mondiale e la comparsa della dolce mogliettina che <a title="Zara Phillips va a riprendersi Tindall" href="http://mondovale.corriere.it/2011/09/22/zara-phillips-va-a-riprendersi-il-frigorifero/" target="_blank">è piombata come un condor</a>  in  Nuova Zelanda. Speravo di vedere il naso storto di Tindall raddrizzato da un <strong>gancio di Zara</strong>, non è successo. Forse glielo raddrizzerà fra le mura domestiche con due pugni: uno per le corna, ed uno per essere tornati a casa dopo una pessima figura.</p>
<p style="text-align: justify;">E pensare che hanno sprecato critiche negative sui calci piazzati a vuoto da <strong>Jonny Wilkinson</strong>! Poveretto, sicuramente si allenava da solo mentre tutti gli altri erano impegnati in attività extra rugbystiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato che “teste calde” come <strong>Chabal</strong> non sono state ammesse  al mondiale, sarebbe stato bello sentire i suoi commenti e personalmente mi è mancato molto sia come atleta sia come personaggio. A proposito di Francesi, mentre gli Inglesi si divertivano i <strong>Galletti</strong> si scannavano nel loro pollaio: con il risultato che la loro attività almeno <strong>li ha portati in finale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vengo a commenti più tecnici, per quanto me lo permetta la mia bassa competenza in materia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Italia</strong>. Beh, mi spiace dirlo, ma è stata deludente. Come ha detto Castrogiovanni non basta giocare per 40 minuti, no, non basta più. L’hanno spuntata con Russia e USA, ma erano vittorie un po’ scontate, non potevamo certo pensare di spuntarla con l’Irlanda, si sapeva fin dall’inizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Galles</strong>. Sono stata contenta di vederlo dove è arrivato. Giocano bene, sono giovani, hanno entusiasmo e capacità, non fanno sparlare di sé. Tutto meritato, senza macchie. Il Galles ha un <strong>glorioso passato</strong> alle spalle e <strong>spero che possa ancora fare parte del suo futuro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le partite che mi sono piaciute di più?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Irlanda – USA</strong>. Sebbene il risultato fosse scontato il match mi ha divertito tantissimo. Vedere gli <strong>Eagles</strong> è stata una piacevole sorpresa, non tanto dal punto di vista tecnico – negli USA il rugby non è uno sport molto popolare – quanto dal punto di vista strettamente coreografico. <strong>Sono molto… americani</strong>, a cominciare dai loro sorrisi dopo il match perso, sino ad arrivare ai fantasiosi travestimenti dell’entusiasta tifoseria: <strong>quanti super eroi fra il pubblico</strong>, sembrava di essere ad Hollywood!</p>
<div id="attachment_2312" class="wp-caption aligncenter" style="width: 264px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/usa-fans/" rel="attachment wp-att-2312"><img class="size-medium wp-image-2312" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/USA-Fans-200x300.jpg" alt="" width="254" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">Wonder Woman al Mondiale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare – concedetemelo perché ci sta – dello <strong>splendido capitano Todd Clever.</strong></p>
<div id="attachment_2313" class="wp-caption aligncenter" style="width: 252px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/todd-clever-1/" rel="attachment wp-att-2313"><img class="size-medium wp-image-2313" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/todd-clever-1-203x300.jpg" alt="" width="242" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Todd Clever</p></div>
<p style="text-align: justify;">A proposito, date una letta a <a title="Uenuku: abecedario del rugbista perfetto - di Stefania Mattana" href="http://ilgrillotalpa.wordpress.com/2011/09/22/uenuku-abecedario-del-rugbista-perfetto-insomma-quello-bello/" target="_blank">un simpaticissimo articolo di Stefania Mattana</a>, ne vale la pena.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scozia – Argentina</strong>. Da che parte stavo? Da tutt’e due e ho sofferto come una bestia. Il solito nodo in gola mentre ascoltavo per l’ennesima volta lo splendido “<strong>Flower of Scotland</strong>”, <em>ahimé</em> senza le cornamuse. Adoro questa squadra. E mentre il mio cuore cavalcava ancora le sue note con visioni di kilt e facce dipinte di blu è stato afferrato dall’onda dell’inno argentino ed è naufragato nelle <strong>lacrime che i Pumas non si curano di nascondere</strong> ogni volta rendendoli ancora più uomini. Una <strong>partita equilibrata</strong> fra due squadre fondamentalmente simili seppure così lontane; un match che mi ha emozionato sino al midollo e che mi ha lasciato con l’amaro in bocca per la Scozia e la gioia nel cuore per i Pumas. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una sintesi di questi miei pensieri è l&#8217;<strong>immagine d&#8217;apertura</strong>: la più bella del Mondiale, secondo me.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Australia – Sudafrica</strong>. Dichiaro la mia neutralità. Mi piacciono gli <strong>Wallabies</strong>: splendidi, veloci, giovani, sul campo volano come uno stormo di canarini… taglia extra strong. Si sono fatti un mazzo spaventoso contro il Sudafrica, ancora una volta abrasivo, devastante. Come si fa a non rimanere a bocca aperta guardandoli, come si fa a non inchinarsi davanti a tanta dimostrazione di forza e potenza? Una cosa avrei gradito, che <strong>Bismarck Du Plessis</strong> fosse in campo sin dall’inizio, forse avrebbe fatto la differenza: <strong>è un leone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pumas – All Blacks</strong>. Cavolo, si sapeva come andava a finire, ma la <strong>passione, il cuore e la durezza dei Pumas è ammirevole</strong>. L’Argentina è una bella squadra e merita di essere entrata finalmente a far parte del torneo australe. Contro la Nuova Zelanda si sono fatti onore e gli si deve ancora più rispetto e considerazione per il loro comportamento <a title="I festeggiamenti dei Pumas" href="http://www.canchallena.com/1413272-los-pumas-se-despidieron-del-mundial-con-la-cabeza-en-alto" target="_blank">dopo la partita: hanno cantato e festeggiato</a>. Gli All Blacks? Beh, sono gli All Blacks. Punto. Prima del match un momento toccante: <strong>Mils Muliaina ha festeggiato</strong>, acclamato dal pubblico, <strong>le sue 100 presenze</strong>. Gli occhi arrossati e la commozione dipinta sul suo viso è stata toccante. Dopo non sarà più degli All Blacks anche se, come ben sappiano, All Blacks si rimane per tutta la vita. <strong>Un atleta eccezionale Mils</strong>, pulito, competente, corretto, <strong>ma soprattutto una bella persona, un grande uomo dal cuore grande</strong>. Il suo <a title="Video: Mils will be missed" href="http://www.stuff.co.nz/5762981/RWC-2011-Mils-will-be-missed/" target="_blank">discorso ai media</a> ne è un piccolo assaggio.</p>
<div id="attachment_2316" class="wp-caption aligncenter" style="width: 243px"><a href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/rwc-2011-un-finale-sofferto/attachment/mils-muliaina/" rel="attachment wp-att-2316"><img class="size-medium wp-image-2316" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/10/mils-muliaina-200x300.jpg" alt="" width="233" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Mils Muliaina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non resta che trattenere il fiato ancora un poco, godiamoci la fine delle danze e poi ritorniamo alla normalità. Si tireranno le somme, <strong>ognuno laverà i panni sporchi in casa propria</strong>, vi saranno inevitabili cambi ai vertici, ma la cosa importante è che tutto ciò avvenga con <strong>dignità e rispetto per il Rugby</strong> e per quella folta schiera di buffi scalmanati che ad ogni occasione si travestono divertendosi manco fosse Carnevale.</p>
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		<title>Jannie e Bismarck Du Plessis: fratelli nella vita e nel rugby</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 15:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Super15</strong>. Quello che si gioca nell’emisfero sud è un rugby spettacolare, adrenalinico, di alto livello; sotto certi punti di vista è un rugby molto diverso da quello europeo. Per quello che mi è stato concesso dalle reti televisive, ho cercato di focalizzare la mia attenzione sulle squadre sudafricane per le quali ho sempre nutrito una certa diffidenza dettata da futili motivi: una fisicità quasi estrema nel gioco, una buona dose di furbizia, un senso di superiorità che mi sembrava trasparisse dai loro atteggiamenti. Ho visto pochissimo, quasi niente, ma ho puntato gli <strong>Sharks</strong>. A parte gli stadi gremiti da una accanita tifoseria, le cheerleader che ad ogni match fanno la sfilata esibendo sotto un mantello nero costumi  e corpi da urlo (per la gioia dei maschietti), a parte il camion che trasporta la piazzola in campo (in Europa abbiamo macchinine o barchette a vela) e che la dice lunga sul loro temperamento, a parte il gioco impattante che basta guardare e ti si frantumano le costole, hanno destato la mia curiosità i due <strong>“fratellini”</strong> che fanno parte del pacchetto di mischia. Mi riferisco ai <strong>Du Plessis</strong>. Ho navigato un poco su internet ed ho scoperto qualche curiosità. </p>
<div id="attachment_2082" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-2082" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/jannie-e-bismarck-du-plessis-fratelli-nella-vita-e-nel-rugby/attachment/fratelli-du-plessis/"><img class="size-medium wp-image-2082" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/05/fratelli-du-plessis-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Jannie e Bismarck Du Plessis</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>Jan Nathaniel Du Plessis</strong>, pilone, il maggiore dei due, nato a <strong>Bethlehem nel 1982</strong>, entrò nel rugby professionale dopo i vent’anni per espresso desiderio della madre la quale voleva che entrambi i figli conseguissero una laurea prima di dedicarsi allo sport a tempo pieno. <strong>Jannie si laureò in medicina</strong> e cominciò ad esercitare la professione di medico divenendo in seguito uno dei pochi rugbyman ad avere una <strong>carriera lavorativa al di là del professionismo sportivo</strong>. Esordì come giocatore nel 2006 nei <strong>Cheetahs</strong> e dal 2008 fa parte degli Sharks. Nel <strong>2007</strong> entrò nella nazionale sudafricana durante il <strong>Tri Nations</strong>. Mentre si svolgeva la coppa del mondo dello stesso anno venne inizialmente escluso, ma poi chiamato a <strong>sostituire l’infortunato BJ Botha</strong>. Al momento della convocazione Jannie stava lavorando in ospedale, per la precisione stava praticando un taglio cesareo e partì la mattina successiva ricongiungendosi al fratello <strong>Bismarck anch’egli inserito come sostituto di Pierre Spies</strong>. Più di una volta Jannie ha prestato soccorso come medico nell’ambito rugbistico. Il <strong>29 marzo 2009</strong> stava accompagnando alcuni giocatori dei <strong>Bumbries</strong> al loro albergo quando, fuori da una discoteca di Durban dove avevano festeggiato, <a title="Shawn Mackay venne investito da un'auto" href="http://www.iol.co.za/sport/medics-who-helped-mackay-praised-1.451277" target="_blank">Shawn Mackay venne investito da un&#8217;auto</a> riportando serissime ferite. <strong>Jannie prestò la prima assistenza di emergenza</strong> garantendone la respirazione e chiamò i soccorsi. Purtroppo <strong>Shawn Mackay</strong> morì qualche giorno dopo. Nel 2010 dopo un test match con la Francia, durante il terzo tempo, intervenne tempestivamente per salvare un invitato dal soffocamento causato da un boccone rimastogli incastrato nella gola.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Bismarck Du Plessis</strong>, nato nel <strong>1984</strong>, più giovane di 18 mesi, tallonatore e campione del mondo insieme al fratello nel 2007 con gli Springbocks, <strong>esordì come professionista nel 2005 con gli Sharks</strong>. Nel corso del Tri Nations <strong>2008 incorse in una squalifica</strong> per essere stato a contatto con gli occhi di un avversario: il tallonatore neozelandese <strong>Adam Thompson</strong>. La commissione disciplinare riconobbe la non volontarietà del gesto, ma gli diede comunque 3 settimane di squalifica. Nel <strong>2009 fece parte dei Barbarians</strong> ed a tutto il 2010 il minore dei Du Plessis ha disputato 36 incontri internazionali 22 dei quali da titolare. <strong>Bismarck è uno dei migliori tallonatori della Repubblica del Sud Africa</strong>: veloce e potente, è un estremo piacere vederlo muoversi sul campo.</p>
<p style="text-align: justify">I Du Plessis oltre che essere nella stessa squadra sono inseparabili nella vita. Come scherza Jannie in <a title="un'intervista rilasciata al Telegraph" href="http://www.telegraph.co.uk/sport/rugbyunion/international/southafrica/8407169/Jannie-and-Bismarck-du-Plessis-humble-God-fearing-and-ferocious-meet-sports-original-brothers-in-arms.html" target="_blank">un’intervista rilasciata al Telegraph</a> <em>“la gente dice che siamo come una coppia di coniugi. Siamo cresciuti insieme, giochiamo insieme, insieme abbiamo una fattoria e viviamo insieme</em>”. <strong>Inseparabili nella vita come sul campo</strong> quando, strettamente abbracciati, formano la prima linea della feroce mischia sudafricana. Uomini che danno tutto di sé durante un match, ma per i quali il professionismo sportivo non è tutto. Come quando il dottor Jannie Du Plessis sfrecciò via dopo l’allenamento con gli Sharks prima di volare a Londra per affrontare i Crusaiders, per precipitarsi <strong>in ospedale dove si dedica ai malati di HIV</strong>. Per contro Bismarck &#8211; detto <strong>Bissie</strong> (nome sfizioso per questo possente ed affascinante uomo!) &#8211; quello stesso giorno si svegliò alle <strong>5.30 per pianificare il lavoro giornaliero alla fattoria</strong>, e dopo aver preso accordi con l’ufficio dove lavora come <strong>broker assicurativo</strong>, si recò alle 7.30 all’allenamento: <strong>tre lavori</strong>. </p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl>
<dt><a rel="attachment wp-att-2083" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/jannie-e-bismarck-du-plessis-fratelli-nella-vita-e-nel-rugby/attachment/da-stampare/"><img class="size-medium wp-image-2083 aligncenter" src="http://www.fulmicotone.com/files/2011/05/da-stampare-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a></dt>
<dd>The Beast, Bissie, Jannie</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">“<em>Ciò ci aiuta a tenerci lontani dai guai </em>– scherza Bissie – <em>nostra madre Jo-Helen era molto severa: ci ha insegnato che <strong>prima di tutto dovevamo studiare</strong> e il non fare buon uso della laurea sarebbe stato solo una perdita di tempo</em>”.</p>
<p style="text-align: justify">Jannie è il più estroverso e loquace dei due, ma si imbarazza quando lo descrivono come <strong>un uomo generoso</strong> e notevole, eppure Bismarck racconta che al giovedì è solito uscire di casa presto per portare vestiti a coloro che sono in difficoltà. Jannie ha un cuore grande: “<em>Le persone che arrivano in ospedale seriamente ammalate di HIV dopo sei mesi, ricevute le cure adeguate, possono condurre una vita normale. E’ appagante pensare di aver contribuito a migliorare la loro vita</em>”. E’ difficile paragonare il buon dottore con il tizio che inveì contro <strong>David Pocock</strong> durante un match dicendogli “La prossima volta ti rompo il collo!”. Dopo il fatto Jannie era realmente dispiaciuto, telefonò a Pocock per scusarsi  e per entrambi tutto fu dimenticato. In questo sport di brutale contatto fisico le linee di confine sono sottili. Nel bel mezzo della battaglia, quando l’impatto fisico si fa duro e l’adrenalina sale può succedere di andare oltre le righe, l’importante è limitarsi, riconoscere i propri errori e rimediare.</p>
<p style="text-align: justify">Bissie è fra i due il più imprevedibile e quello più naturalmente dotato, al punto che potrebbe essere nominato <strong>il miglior n. 2 del mondo</strong>. Egli ammette di fare sempre molto affidamento sul fratello maggiore, anche nel bel mezzo di una mischia. Bismarck racconta che quando era all’università e si stava preparando al debutto nei Cheetahs era timido e stava passando un brutto momento poiché i ragazzi più anziani non lo lasciavano dormire la notte. “<em>Telefonai a Jannie alle 3 di notte</em> – racconta – <em>e lui percorse 50 km solo per venirmi in aiuto. Non risolse la cosa con i pugni, tutt’altro, fece capire loro gentilmente che dovevano lasciarmi in pace. La gente non comprende appieno il tipo di legame che ci unisce, ma crescendo abbiamo passato dei momenti difficili alla fattoria perché nostro padre, Francois, si ammalò di Parkinson; così colui che guadagnava già con il rugby professionistico poteva pagare gli studi all’altro e viceversa</em>”. Si sono formati insieme nella vita, all’università, e poi nel mondo del rugby sino ad arrivare al <strong>debutto negli Springbocks</strong> che avvenne durate lo stesso match: il <strong>7/7/2007</strong>. Ed ora sono entrambi negli Sharks.</p>
<p style="text-align: justify">E’ una coincidenza che gli Sharks abbiamo una più alta percentuale di vincita quando entrambi i Du Plessis sono sul campo? “Traiamo ispirazione l’uno dall’altro, sappiamo quanto possiamo spingerci lontano” afferma Bismarck.</p>
<p style="text-align: justify">Jannie e Bissie hanno un sogno. “<em>Papà ha 65 anni, ha il Parkinson e non so quali sono le sue prospettive di vita </em>– dice Jannie –<em> così a Natale abbiamo scritto <strong>un desiderio per il 2011</strong>: vogliamo che lui possa <strong>vederci giocare insieme nella finale della World Cup</strong>, sarebbe la ciliegina sulla torta</em>” e noi glielo auguriamo di tutto cuore! “<em>Non vorrei sembrare esagerato </em>– continua Jannie – <em>ma credo che Dio ci ha donati l’un l’altro affinchè potessimo badare l’uno a l’altro</em>” e Bismarck aggiunge emozionato: “<strong>E’ il fratello migliore che potessi desiderare</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify">Conclusione: è bello sbirciare al di là della facciata, scoprire l’uomo che si cela oltre la prestazione sportiva, conoscere pezzetti di vita che ancora una volta rendono questi uomini grandi e grossi perfettamente normali. Quindi, i fratellini Du Plessis sono “uomini da sposare”? Non so se sono liberi, ma nel caso si accettano candidature. Penso che varrebbe la pena passare il resto della vita a testa in giù.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
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		<title>Al via per l&#039;Italia la Conferderation Cup 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 15:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con le partite Sudafrica-Iraq e Nuova Zelanda- Spagna è iniziata ieri la Conferderation Cup 2009 (14 &#8211; 28 giugno 2009), il torneo organizzato dalla Fifa che contrappone le nazionali vincitrici delle 6 competizione di confederazione (Europei, Coppa d’Oceania, Coppa d’Africa, Coppa America e Gold cup), la squadra vincitrice degli ultimi mondiali (Italia) e quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-563 aligncenter" title="confederation-cup-2009" src="http://www.fulmicotone.com/files/2009/06/confederation-cup-2009.jpg" alt="confederation-cup-2009" width="418" height="308" /></p>
<p style="text-align: justify">Con le partite Sudafrica-Iraq e Nuova Zelanda- Spagna è iniziata ieri la <a title="Sito della Confederation Cup" href="http://www.fifa.com/confederationscup/index.html" target="_blank"><strong>Conferderation Cup 2009</strong></a> (14 &#8211; 28 giugno 2009), il torneo organizzato dalla<strong> Fifa</strong> che contrappone le nazionali vincitrici delle 6 competizione di confederazione (<strong>Europei, Coppa d’Oceania, Coppa d’Africa, Coppa America e Gold cup</strong>), la squadra vincitrice degli ultimi mondiali (Italia) e quella che ospita i prossimi (Sudafrica).</p>
<p style="text-align: justify">Questa sera l’Italia, ottava nazionale del continente europeo (la Spagna ieri sera è stata la settima) ad aver partecipato almeno una volta alla manifestazione, affronterà la formazione degli<strong> Stati Uniti</strong>, squadra contro cui non ha mai perso ma vinto 6 volte e pareggiato 3. In totale gli azzurri hanno segnato 29 gol contro i 3 degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify">Tutti gli appassionati di calcio sono curiosi di vedere come la squadra italiana si comporterà durante il torneo visto che viene considerato la prova generale per i <strong>Mondiali di Calcio 2010</strong>. Anche se tra questo popolo di creduloni e superstiziosi sono in molti a sperare che l’Italia esca presto. La leggenda vuole, infatti, che chi fa bene alla Conferderation Cup, affronti poi il Mondiale in malo modo.</p>
<p style="text-align: justify">E sembra proprio che i <strong>bookmaker</strong> remino in questa direzione. Per l’ anglosvedese<strong> Unibet</strong> l’Italia dovrebbe uscire in semifinale (viene data a 2,25) e questo si spiegherebbe dal fatto che il Brasile e la Spagna sarebbero le favorite per il primo posto dei due gironi, cosa che escluderebbe la nazionale di Lippi.</p>
<p style="text-align: justify">La reazione di Lippi a tutte le previsioni che circolano è stata questa come sempre diretta e sicura di sè: &#8220;<em>Il nostro calcio non è inferiore al loro, il Brasile parte sempre favorito ma non sempre vince. Colmare il gap? Che gap, i campioni del mondo siamo noi</em>. <em>Sia­mo qui per provare a vincere ancora, vogliamo disputare una Confederations ad alto li­vello. Ho visto l’inaugurazio­ne del torneo, tutti quei colori e allora incominciano a sudar­mi le mani. Anche se il Mon­diale resta un’altra cos</em>a&#8221;.</p>
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		<title>Peter De Villiers è il primo ct di colore degli Springboks</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 13:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scelta di Peter De Villiers come nuovo ct della nazionale di rugby sudafricana non è solo una scelta di merito sportivo. “Voglio essere onesto con il Sudafrica – ha dichiarato Oregon Hoskins, presidente della Federazione sudafricana di rugby &#8211; questa scelta non è stata dettata soltanto da motivi rugbistici. Peter oggi ha fatto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fulmicotone.com/files/2008/01/peterdevilliers1.jpg" title="peterdevilliers1.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.fulmicotone.com/files/2008/01/peterdevilliers1.jpg" title="peterdevilliers1.jpg"><img src="http://www.fulmicotone.com/files/2008/01/peterdevilliers1.jpg" style="width: 301px;height: 201px" alt="peterdevilliers1.jpg" /></a></p>
<p>La scelta di <span style="font-weight: bold">Peter De Villiers</span> come nuovo ct della nazionale di rugby sudafricana non è solo una scelta di merito sportivo. “<span style="font-style: italic">Voglio essere onesto con il Sudafrica</span> – ha dichiarato <span style="font-weight: bold">Oregon Hoskins</span>, presidente della Federazione sudafricana di rugby &#8211; <span style="font-style: italic">questa scelta non è stata dettata soltanto da motivi rugbistici. Peter oggi ha fatto la storia, è il primo allenatore nero sulla panchina degli Springboks E&#8217; un vero leader, e un tecnico di provato valore ed ora crediamo che la fratellanza del rugby lo aiuterà in questa nuova fase del nostro sport</span>”. Peter De Villiers, ex ct della nazionale under 21 di rugby, è, infatti, <span style="font-weight: bold">il primo commissario tecnico di colore del Sud Africa</span>. De Villiers eredita la squadra campione del mondo guidata dall’ottimo Jake White, trionfatore a Parigi ed entra così nella storia. Già era stato un evento la chiamata in nazionale del giocatore nero <span style="font-weight: bold">Bryan Habana</span>, l’ala-sprinter famoso per aver sfidato in una gara di velocità nella savana perfino un ghepardo ed essere considerato il rugbista più veloce del mondo, ma la nomina di De Villiers si veste di una valenza simbolica ulteriore. Questa designazione si colloca in un momento storico particolare per il Sudafrica e probabilmente porterà delle novità negli equilibri, non solo sportivi, dei rapporti tra afrikaner e coloured. Il nuovo coach per il momento ha comunque garantito una linea di continuità con chi l’ha preceduto “perché sarebbe stupido, visto che il Sudafrica è campione del mondo: i cambiamenti saranno quindi graduali&#8221;, ma probabilmente tutti nella direzione di una nazionale più &#8216;colorata&#8217;</p>
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