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Venezia, wakeboard in piazza San Marco

4 dicembre 2008

Non so se il wakeboard è uno sport che rientra nella categoria degli “estremi“. Farlo in piazza San Marco a Venezia è sicuramente estremismo delle discipline acquatiche. Non tanto per le capacità atletiche. Soprattutto perché sfidare i famigerati piccioni, il sindaco Cacciari e soprattutto i vigili urbani della Serenissima a bordo di un piccolo “surf” è davvero roba da pochi. Eppure l’olandese Duncan Zuur ce l’ha fatta. E per immortalare l’impresa, realizzata in un luogo eccezionale sfruttando il fenomeno dell’acqua alta, ha fatto ricorso alle telecamere. Un filmato consegnato poi all’immancabile Youtube (lo riportiamo in alto).
Affascinante davvero la performance che ci permette di introdurre alla grande uno sport di cui non avevamo mai parlato. In soccorso ci viene Wikipedia.
“Il Wakeboard è uno sport che nasce dalla fusione di sci nautico e snowboard. Compare nei primi anni ‘80 e prende piede successivamente fino a poter essere considerato appieno una disciplina sportiva, al giorno d’oggi. Questa attività consiste nell’essere trainati da un motoscafo o moto d’acqua con ai piedi questa particolare tavola, simile allo snowboard ma più larga e spessa. Sfruttando le onde create dal motoscafo si possono compiere salti e varie evoluzioni. In Italia il wakeboard viene praticato in mare, nei principali laghi e in molti dei minori”.
Non resta che aggiornare Wikipedia. In Italia il wakeboard viene praticato in mare, nei principali laghi, in molti dei minori… e in piazza. Se non è un Paese fantastico, questo!

Si chiama Toma, fa rima con Maradona

13 novembre 2008

Ha il nome di un formaggio, non è mai andato oltre la serie C, ha smesso di gicocare dieci anni fa e come allenatore tra i professionisti non sta brillando. Eppure quello di Antonio Toma da qualche giorno è tra i nomi più sportivi più cliccati di Internet. Perché? Merito di un gol celebrato dal quotidiano spagnolo Marca come il più bello della storia del calcio. Meglio perfino dello straordinario gol messo a segno da Diego Armando Maradona con l’Inghilterra nel corso del Mondiali del 1986. Una serpentina che consegnò alla leggenda el Pibe de Oro. Ma che secondo Marca e secondo tutto il Salento non è mai stata all’altezza (!) dello slalom di Toma.

Stagione 1991/92. Partita Agropoli-Matino. Non certo Inter-Juventus. Campionato di serie D. Toma raccoglie una palla sulla tre quarti. L’addomestica carezzandola e facendole fare un piccolo saltello. Supera il primo uomo con una finta, mette a sedere il secondo difensore rivale, ne beffa un terzo, si beve il portiere, rientra dribblando il quinto uomo e deposita in fondo al sacco.

Il video, in pessima risoluzione, è stato visualizzato 88669 su YouTube. Più di molti video riguardanti la finale dei Mondiali 2006 Italia-Francia.

E pensare che, nonostante questa improvvisa fama, Toma, che di celebrità godeva soltanto in Puglia quando giocava, ha sempre militato in piccole squadre come il Casarano, il Maglie, il Bisceglie, il Matino, il Nardò, l’Aradeo, il Manduria. Quasi sempre tra i dilettanti.

Che fosse un attaccante di Marca e non da discount lo sapevano i suoi tifosi, e grazie al quotidiano sportivo spagnolo ora lo sa tutto il mondo. Meglio tardi che mai.

Gli All Reds Roma, il rugby antifascista

10 novembre 2008

Una mosca rossa. Gli All Reds Rugby Roma hanno di recente meritato gli onori della cronaca. Prima per una vile aggressione fascista documentata su Youtube (in alto) e da RaiTre. Poi, e qui siamo a pochissimi giorni fa, grazie a un piccolo articolo destinato loro da Repubblica.

Gli All Reds Rugby Roma rappresentano una realtà che non può non trovare spazio su Fulmicotone. Innanzitutto perché, con la loro ostinazione di voler dimostrare che il rugby non è uno sport di destra, ma anzi, tendenzialmente di sinistra, visto quanto il collettivo si esalta, vanno controcorrente. E le esperienze originali inevitabilmente ci attraggono.

Poi perché gli All Reds Rugby Roma coniugano lo sport all’impegno sociale. E anche questo ci piace.
Inoltre perché gli All Reds Rugby Roma promuovono il nobile sport della palla ovale unitamente ai valori etici dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

La nostra piccola cassa di risonanza, dunque, non poteva che lanciare il suo tamtam. Tratto dal sito della polisportiva: “L’idea di creare una squadra di Rugby dal nome così indicativo, nasce dall’esigenza di sfatare uno dei tanti pregiudizi che permeano la nostra cultura mediatica. Quello cioè che attribuisce a questo nobile sport tendenze “maciste” o, banalmente fascisteggianti…. Riteniamo questo fortemente in contraddizione con lo spirito sportivo, specie se di squadra, in particolar modo rugbistico. False impostazioni che impongono la visione del rugbista come esaltato, necessariamente sopra i 100kg, incapace di intraprendere alcun discorso che non preveda grugniti, hanno portato ad isolare questo sport o, quantomeno a marginalizzarlo. A rugby si gioca con le mani e con i piedi, ma soprattutto con la testa. Lealtà e rispetto per la propria squadra e per l’avversario, e non sete di annientare il “nemico” di turno. Dignità e agonismo, e non onore e trionfo; Collettività nella difficoltà e non personalismo nella gloria. Socialità e non individualità. Questo è il Rugby, ed è per questo, che intendiamo rivolgerci a tutte le persone che ne sono affascinate o incuriosite affinché si possa risanare l’immagine distorta che si è creata di questo sport. Per recuperarne la valenza sociale e popolare: un pallone, un pezzo di prato, qualche amico… nulla di più. Da qui la nostra scelta di dare questa connotazione alla squadra, perché pensiamo che sport e società, sport e cultura, non sono distinte rubriche di un programma televisivo, ma componenti indissociabili nella nostra vita. Siamo amanti del rugby e siamo convinti che lo sport come qualunque attività umana, è un modo di fare Politica, nell’accezione più nobile di questa parola. Il nostro pensiero politico ci accomuna e rende ciò che siamo, ci unisce e fa di noi una vera squadra. Il nostro è un orizzonte Ovale, il colore della nostra maglia è il Rosso vivo“.

Con una stella (altrettanto rossa) al centro. Al di là dell’impegno sociale All Reds e le All Reds (già… il nostro incedere linguistico involontariamente sessista stava per macchiarsi di un clamoroso omissis) praticano lo sport molto seriamente. La squadra maschile milita in serie C. E ha voglia di scalare le categoria. Agli inizi di novembre la Polisportiva si è guadagnata un vero campo in erba. Una piccola granda vittoria. Di tutti, aperta a tutti.