Pubblicato in: Sport vari

Il poker sportivo e il sogno dei milioni di euro

di luca.fotia 12 dicembre 2008

Il poker sportivo dilaga in Italia

Il poker sportivo dilaga in Italia

Il poker sportivo sta dilagando. In Italia fioccano i tavoli verdi. Fisicamente tangibili e online. I grandi media (in tv e sulla carta stampata) si aprono al nuovo mondo. Si moltiplicano anche le federazioni che tendono a prendere l’egemonia di una disciplina in espansione, ma su cui ancora nessuno è riuscito a mettere il proprio cappello.

In queste ore si sta disputando a Praga uno degli eventi continentali più importanti: l’European Poker Tour, organizzato da Poker Stars. Numeri da capogiro. I partecipanti: 570. Il montepremi: 2 milioni e 764mila euro. Il campione europeo porterà a casa più di mezzo milione di euro. Niente in confronto a quanto intascato dal campione del mondo, Pete Eastgate, alle World Series: 9 milioni di euro! Una cifra astronomica. Eastgate ha poche chance di vincere anche in Repubblica Ceca. Poche possibilità di vedere anche un italiano tra i primi tre.
Il poker sportivo dilaga, dicevamo. Perché?
L’azzardo, e il poker è da sempre considerato il principe dei giochi d’azzardo, è un brutto affare. Soprattutto nei momenti di crisi e recessione economica. Stagioni in cui la gente tenta la carta della scorciatoia per risollevare la testa, strizzando l’occhio alla fortuna. Di fatto mentre calano i consumi, il Supernalotto spopola, aumentando vorticosamente le giocate. Anche le società che propongono il gioco del poker sportivo online sono in ascesa.
In principio, un paio di mesi fa, fu Gioco Digitale. Ora sono in molti a organizzare tavoli di poker sportivo a pagamento online. Presto Poker Stars, che vanta un numero impressionante di giocatori e finora è accessibile solo nella versione gratuita (con fiches, ma niente soldi), sbarcherà a pagamento anche in Italia. E, c’è da scommettere, che sbancherà. Sono già migliaia gli italiani che si accomodano ai tavoli virtuali di Poker Stars anche solo per passarsi il tempo a gratis o per cercare di guadagnare l’iscrizione a un torneo vero (con soldi veri) attraverso dei mega tornei mondiali.
Ma il poker sportivo dilaga soprattutto perché l’azzardo è assai regolamentato e contenuto. E’ un poker per gente con materia grigia. La differenza tra il poker classico e quello sportivo sta nell’orizzontalità dei partecipanti. Tutti iniziano allo stesso livello. Che la tassa di iscrizione valga 5 o 1000 euro, il numero di fiches distribuite a ciascun giocatore è sempre lo stesso e la quantità di denaro che si può perdere in ogni partita è identica per ogni giocatore.
Difficile tornare a casa spennati. Mentre il sogno di portare a casa un discreto gruzzoletto non è frustrato dalla puntata iniziale, anche se esosa. Tornei da centinaia di giocatori garantiscono all’ultimo che molla un certo banco. E se poi uno sponsor si accorge che sei bravo, magari ti paga l’iscrizione a una competizione di quelle a sei zeri. Dollari o euro, che differenza fa?

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Una replica a “Il poker sportivo e il sogno dei milioni di euro”

  1. […] abbiamo fatto in tempo a scrivere che gli italiani avevano poche possibilità di sbancare gli Ept, European Poker Tour, che proprio un nostro connazionale, Salvatore Bonavena, ci ha clamorosamente […]